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Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.
Zu, se non ricordo male tu sei ancora nell'età buona. So che quando arriverà il momento sia te che Mario12 non esiterete ad imbracciare il fucile per difenderci.
No, visto i protagonisti in campo, sono troppo prezioso per la trincea. Verrei reclutato il giorno 1, ma per altro.
Sarei uno dei pochi a salvarmi dal massacro, insieme a marcot che non verrebbe arruolato perché con poca esperienza
Quando le radiazioni ti raggiungeranno anche a Milano, l'unica pace sarà quella tra un esame della tiroide e l'altro. Ma per Donbass, questo ed altro!!
Ahahahahahahahahha
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Originariamente Scritto da SPANATEMELA
parliamo della mezzasega pipita e del suo golllaaaaaaaaaaaaazzzoooooooooooooooooo contro la rubentus
Originariamente Scritto da GoodBoy!
ma non si era detto che espressioni tipo rube lanzie riommers dovevano essere sanzionate col rosso?
Stoltomberg è stato coniato dallo zuse eh, ricordiamolo.
Comunque recenti ricostruzioni (c'è da dire a posteriori è facile sminuire) descrivono la marcia di progozin come una roba che si è ridotta agli ultimi 200 km con 4 gatti della Wagner ( gli altri ogni km che passava se la davano) e la famiglia di prigozin a Pietroburgo a ad un passo dal fare la fine di quella dell'ultimo zar (con conseguente dietrofront del nostro golpista).
Se questa è la più grande minaccia interna per Putin, meglio puntare sulla malattia che è ad un passo da ucciderlo da almeno un 10anni
Quando si è in guerra può succedere che esploda qualcosa...
Ogni mio intervento e' da considerarsi di stampo satirico e ironico ,cosi come ogni riferimento alla mia e altrui persone e' da intendersi come mai realmente accaduto e di pura fantasia. In nessun caso , il contenuto dei miei interventi su questo forum e' atto all' offesa , denigrazione o all odio verso persone o idee.
Originariamente Scritto da Bob Terwilliger
Di solito i buoni propositi di contenersi si sfasciano contro la dura realtà dell'alcolismo.
Il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen ha avvertito che Stati Uniti e alleati reagiranno contro ciò che ha definito le "pratiche economiche sleali" della Cina, invitata a sposare riforme di mercato. E si è detta preoccupata dalla stretta della Cina sull'export di metalli rari (ANSA)
"L'Aiea, organismo delle Nazioni Unite per l'energia atomica.
sta "facendo progressi" nell'ispezione di diverse aree della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina.
Penso che stiamo facendo progressi", ha detto, spiegando che funzionari avrebbero visitato varie parti della centrale, comprese le piscine di raffreddamento, ma non avevano ancora avuto accesso al tetto, dove l'Ucraina sostiene che siano stati collocati possibili ordigni esplosivi"
(Ansa)
Accordo Ue sul piano per la produzione di munizioni
Previsto un fondo da 500 milioni, ratifica finale entro luglio
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Originariamente Scritto da Sean
Tu non capisci niente, Lukino, proietti le tue fissi su altri. Sei di una ignoranza abissale. Prima te la devi scrostare di dosso, poi potremmo forse avere un dialogo civile.
" La consegna di armi a lungo raggio all'Ucraina "dipende esclusivamente" da una decisione di Washington. Lo sostiene il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Senza armi a lungo raggio è difficile non solo svolgere missioni offensive ma anche, a dire il vero, operazioni difensive", ha aggiunto Zelensky durante la sua visita a Praga. "Ne stiamo discutendo con gli Stati Uniti, al momento dipende da loro", ha aggiunto. ...
Dal premier Fiala (Repubblica Ceca), Zelensky ha ricevuto la promessa delle forniture, dell'addestramento dei piloti ucraini ai caccia F16 e della fornitura di simulatori di volo. Zelensky successivamente incontrerà i presidenti di entrambe le Camere del Parlamento.
"Spero che il presidente Zelensky possa partecipare personalmente al prossimo summit della Nato. Mi auguro che ottenga il pieno appoggio dei Paesi membri per l'adesione dellïUcraina alla Nato", ha detto Fiala."
(Ansa)
Spesso vado più d'accordo con persone che la pensano in maniera diametralmente opposta alla mia.
"Un acceso silenziobrucerà la campagna come i falò la sera."
Il colonnello Serhii Iandulski, 37 anni, comandante del Primo battaglione della Decima Brigata di fanteria meccanizzata di stanza nel settore a nord di Bakhmut verso la cittadina contesa di Soledar, grazie alle immagini inviate di continuo dalle telecamere montate su due piccoli droni Mavic-3, mezz’ora fa aveva scorto l’arrivo di tre blindati da cui erano smontati un centinaio di commando nemici che subito hanno iniziato ad avanzare.
Dai video in diretta paiono truppe scelte, si muovono agili, veloci, ben sparpagliate tra i campi di grano incolti da oltre un anno e le macchie d’alberi. Gli ucraini prima hanno risposto con l’artiglieria, ma ormai i russi sono giunti a ridosso delle loro trincee, occorre difendersi con i soldati sul posto e i mortai, che sono fatti specificamente per la guerra ravvicinata.
Dalla postazione vicino al vecchio terrapieno della tratta ferroviaria Bakhmut-Lysychansk udiamo ben netti il crepitio delle mitragliatrici leggere e gli scoppi delle bombe a mano. I russi sanno che gli ucraini sono posizionati nei tunnel di pietre e cemento di cui è costellato il terrapieno.
Più volte hanno provato a centrarli anche con i missili teleguidati sparati dagli aerei: una decina di giorni fa hanno mancato l’obiettivo per pochi metri, come testimonia il profondo cratere vicino all’imboccatura. L’ordine è dunque di uscire allo scoperto giusto il tempo necessario per piazzare l’arma, mirare e sparare.
I soldati utilizzano per primo un mortaio iraniano di contrabbando: parrebbe di costruzione recente, molto simile ai modelli Nato di ultima generazione. Ma, dopo un colpo, il treppiede non regge: lo sostituiscono con l’italiano, che, nonostante l’obsolescenza del sistema di puntamento, sembra rispondere alle aspettative. Via radio chiedono che continuino a sparare, fornendo le coordinate aggiornate.
Tornati nel tunnel-rifugio vediamo subito le pigne delle cassette di proiettili, un buon numero sono italiani, quasi tutti bossoli usati, accanto a francesi e americani. «Ai nostri alleati in questo momento chiediamo soprattutto munizioni. I russi ne hanno tantissime, noi molte di meno», spiegano gli artiglieri. Stando con loro in questo che è uno dei settori più caldi dei circa 2.000 chilometri del fronte di guerra iniziamo a farci un’idea dell’andamento della tanto attesa controffensiva ucraina, che era già stata annunciata in gennaio ed è faticosamente iniziata ai primi di giugno.
Lo stesso presidente Zelensky negli ultimi giorni ha ammesso cheva «più lenta del previsto». Ad oggi gli ucraini hanno liberato una decina di villaggi e un’estensione di territorio complessivamente pari a circa 180 chilometri quadrati, specie nelle zone prospicenti Zaporizhzhia e nel Donbass nel settore di Donetsk. Qui nel saliente di Bakhmut hanno ricacciato indietro le avanguardie russe, che stavano bloccando la strada per Chasiv Yar, ma la cittadina dove si era distinta la milizia mercenaria Wagner resta quasi del tutto in mano all’esercito russo, che ne aveva preso il posto già in maggio.
«La verità è che non ci aspettavamo una reazione tanto forte dei russi. Sono molto ben trincerati, hanno avuto oltre un anno per farlo. I loro campi minati sono immensi. Noi siamo molto più motivati, abbiamo soldati meglio addestrati e armi Nato di qualità superiore, ma se non vogliamo subire troppe perdite necessitiamo di munizioni, almeno il doppio di quelle che possediamo al momento. In queste circostanze, ogni avanzata va preceduta e costantemente accompagnata da intensi tiri di artiglieria che ne aprono la strada. I nostri ritardi sono dovuti al fatto che stiamo ancora aspettando di riempire gli arsenali prima di sferrare le spallate decisive: ecco il motivo per cui lo Stato maggiore ancora non sta impiegando i circa 50.000 uomini inquadrati nelle nove brigate formate con la Nato proprio per lanciare l’offensiva che ci permetterà di liberare le terre occupate dai russi», ci diceva tre giorni fa a Kramatorsk un alto ufficiale dell’intelligence militare.
Nel suo bunker sulle prime linee il colonnello Iandulski conferma che i suoi uomini non sono avanzati di un metro da giugno e neppure hanno ricevuto alcuna arma nuova di quelle inviate dalla Nato. Lui, come tanti, per un attimo due settimane fa aveva sperato che il golpe a Mosca potesse «subito porre fine alla guerra». Ma è stata soltanto l’illusione di un pomeriggio. Spiega: «Nulla cambia con la sparizione della Wagner. L’esercito regolare russo ha preso il suo posto senza grossi problemi. Per noi la guerra continua, siamo certi che vinceremo, ma ci vorrà ancora tempo».
CorSera
...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
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