Shanti De Corte, la sopravvissuta agli attentati di Bruxelles che ha scelto l’eutanasia a 23 anni
di Redazione Cronache
La si può considerare come l’ultima vittima degli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016. Shanti De Corte, 17 anni, quel giorno era all’aeroporto di Zaventem dove avvennero due attacchi dei terroristi dell’Isis — il terzo nella metropolitana, in totale 35 vittime e oltre 300 feriti —: stava andando a Roma in gita scolastica con altri 90 studenti della scuola Santa Rita di Kontich, in provincia di Anversa. Le bombe scoppiarono vicino a lei, alcuni suoi amici morirono al suo fianco, lei rimase fisicamente illesa. Ma da quel trauma non si è più ripresa, tanto da arrivare a chiedere l’eutanasia che le è stata concessa. La legislazione in Belgio, una delle più liberali al mondo, dal 2002 consente infatti di accedere al fine vita anche in presenza di una «sofferenza psicologica costante, insopportabile e incurabile».
di Redazione Cronache
La si può considerare come l’ultima vittima degli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016. Shanti De Corte, 17 anni, quel giorno era all’aeroporto di Zaventem dove avvennero due attacchi dei terroristi dell’Isis — il terzo nella metropolitana, in totale 35 vittime e oltre 300 feriti —: stava andando a Roma in gita scolastica con altri 90 studenti della scuola Santa Rita di Kontich, in provincia di Anversa. Le bombe scoppiarono vicino a lei, alcuni suoi amici morirono al suo fianco, lei rimase fisicamente illesa. Ma da quel trauma non si è più ripresa, tanto da arrivare a chiedere l’eutanasia che le è stata concessa. La legislazione in Belgio, una delle più liberali al mondo, dal 2002 consente infatti di accedere al fine vita anche in presenza di una «sofferenza psicologica costante, insopportabile e incurabile».
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