Originariamente Scritto da Sergio
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Per un abitante di un paese africano, ad esempio, è virtualmente impossibile ottenere un visto, eccetto casi specifici.
Il gioco è quindi fatto: dico di essere felice di accogliere ed integrare persone con un visto sapendo che non arriveranno mai.
Per rimandare indietro è necessario prima valutare la richiesta di asilo e, qualora questa fosse respinta, attivare un processo parecchio costoso per effettura un rimpatrio, il quale può avvenire solo con accordi bilaterali (che gli USA hanno con il messico ed altri paesi) che molti paesi africani non sono disposti a fare.
In Italia dobbiamo renderci conto che gli unici stranieri che vengono sono irregolari (almeno all'arrivo) poichè quelli specializzati vanno altrove per ovvi motivi (se sei qualificato e vuoi fare carriera ovviamente non vai in Italia, ancora di pù se non sei caucasico), quelli non qualificati con i visti non ci sono per i motivi discussi sopra, quindi chi rimane?
Concordo con il fatto che per gestire i flussi bisogna lavorare sulla malattia, non i sintomi.
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