Originariamente Scritto da Sergio
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E' il dubbio espresso nel post. Se, quando si censurerà il pensiero progressista, prevarrà la consonanza cognitiva (difendere l'autarchia censoria dei social network) o la dissonanza (dimenticare le dichiarazioni di oggi e difendere la libertà di espressione). Fai caso all'ultima frase del terzo paragrafo: "è difficile da prevedere". Sono comunque entrambe posizioni perdenti perché è pessima la posizione odierna, ovvero: difendere la censura fintantoché essa elimina le idee che non mi piacciono. E quando censureranno le idee che mi piacciono? A quel punto o mi sparo nei coglioni continuando a difendere la censura, o dimostro la mia incoerenza facendo un'inversione a U.
La questione del controllo privato dell'oligopolio dei social network IMHO ha molta più importanza di sovranismo, inclusività, Trump vs Biden e degli altri argomenti politici posh. Ed è parte di un problema immensamente più grande ovvero il controllo nella società cibernetica. La recente estromissione di Richard Stallman dalla Free Software Foundation dovrebbe essere un argomento ben più importante di democratici vs repubblicani, e invece ci ritroviamo con gente che si infervora per difendere il diritto alla censura di un ristrettissimo gruppo di autocrati.
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