Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.

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    Si, però dovresti cogliere il paradosso: questo processo avviene proprio perché viviamo ancora in una democrazia. Le persone possono votare democraticamente a destra, certo, ma attenzione: se poi smantelli progressivamente le libertà democratiche per avvicinarti a modelli simili a quelli di Russia, Cina o Corea del Nord, finirai per perdere proprio quella libertà di scelta. A quel punto, più che cittadino sarai diventato suddito (devo ancora capire perché lo desiderate tanto), e non si torna indietro (senza grossi sconvolgimenti).
    La Cina e la Corea del Nord sono dittature comuniste. La Russia è una sorta di autocratismo "democratico", perchè comunque lì si vota (e Putin non decide tutto da solo, non è un dittatore, ma anche lui ha degli equilibri da rispettare con varie elite che lo sorreggono dove sta), anche se poi il leader è espressione delle dinamiche interne alla stanza del trono, il che è perfettamente in linea con tutta la loro storia, dagli zar in avanti.

    Non capisco perchè nell'ambito democratico non si potrebbe avere un superamento del "liberismo", che ormai è diventato una sorta di dittatura ideologica elitarista. Una democrazia "valoriale" ed "identitaria", cioè che ponga in preminenza i valori differenziati delle varie realtà nazionali, e non l'astratto indifferentismo ideologico, non si può avere?

    A me pare che la vena liberalista si sia esaurita. Questo non significa che la democrazia dovrà essere liquidata con essa. Col pensare alle astrazioni, ci si è dimenticati dei prossimi, dei propri popoli...ad un tratto (oggi) li si è guardati e le elite li trovano "alieni", "populisti"...perchè non li capiscono più...o sono quelle elite ad essersene distaccate dai propri popoli, per rifare la storia su di un foglio bianco? E allora quel punto nero, che sporca il candore del foglio, lo cancelliamo con la gomma od il diluente o a spruzzi di odio? Non mi pare questa la strada, anzi è la via per far irrompere i "cesari" che poi si presentano sempre come i salvatori del "popolo".

    La sinistra progressista è avvinghiata ormai attorno al totem della democrazia liberalista, ma non ha una mezza risposta sul concreto. Non ce l'ha. Non ha un programma, non ha niente. Il problema non è del "populismo", che altro non è che il popolo reale che chiede un governo forte e reale, perchè la massa vuole essere governata, lo chiede, si offre al suo proprio farsi governare...il problema è di chi resta attaccato al totem senza "riattivarlo" con contenuti che agiscano in questo tempo presente per come la storia ce lo serve.
    ...ma di noi
    sopra una sola teca di cristallo
    popoli studiosi scriveranno
    forse, tra mille inverni
    «nessun vincolo univa questi morti
    nella necropoli deserta»

    C. Campo - Moriremo Lontani


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      A Macron ha risposto lo stesso Zelensky, certificando come in questi continui tavoli dei "volenterosi" si faccia solo atto di presenza, per cercare di tenere in vita, di far percepire come esistente, una Europa che non c'è, che non esiste:
      oggi in giornali e tg è tutto un ripetere "i volenterosi". Nei futuri libri di storia già mi immagino un paragrafo dedicato a loro.

      "parlami dei volenterosi, chi erano?" chiese l'insegnante a Mario15

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        La Cina e la Corea del Nord sono dittature comuniste. La Russia è una sorta di autocratismo "democratico", perchè comunque lì si vota (e Putin non decide tutto da solo, non è un dittatore, ma anche lui ha degli equilibri da rispettare con varie elite che lo sorreggono dove sta), anche se poi il leader è espressione delle dinamiche interne alla stanza del trono, il che è perfettamente in linea con tutta la loro storia, dagli zar in avanti.

        Non capisco perchè nell'ambito democratico non si potrebbe avere un superamento del "liberismo", che ormai è diventato una sorta di dittatura ideologica elitarista. Una democrazia "valoriale" ed "identitaria", cioè che ponga in preminenza i valori differenziati delle varie realtà nazionali, e non l'astratto indifferentismo ideologico, non si può avere?

        A me pare che la vena liberalista si sia esaurita. Questo non significa che la democrazia dovrà essere liquidata con essa. Col pensare alle astrazioni, ci si è dimenticati dei prossimi, dei propri popoli...ad un tratto (oggi) li si è guardati e le elite li trovano "alieni", "populisti"...perchè non li capiscono più...o sono quelle elite ad essersene distaccate dai propri popoli, per rifare la storia su di un foglio bianco? E allora quel punto nero, che sporca il candore del foglio, lo cancelliamo con la gomma od il diluente o a spruzzi di odio? Non mi pare questa la strada, anzi è la via per far irrompere i "cesari" che poi si presentano sempre come i salvatori del "popolo".

        La sinistra progressista è avvinghiata ormai attorno al totem della democrazia liberalista, ma non ha una mezza risposta sul concreto. Non ce l'ha. Non ha un programma, non ha niente. Il problema non è del "populismo", che altro non è che il popolo reale che chiede un governo forte e reale, perchè la massa vuole essere governata, lo chiede, si offre al suo proprio farsi governare...il problema è di chi resta attaccato al totem senza "riattivarlo" con contenuti che agiscano in questo tempo presente per come la storia ce lo serve.
        Bisogna però chiarire i concetti fondamentali. Quando parli di superare la democrazia liberale, ti riferisci al liberismo economico, alla democrazia liberale come sistema politico, o li consideri indistintamente un tutt'uno? Perché sul liberismo economico si può discutere. Invece, mettere in discussione la democrazia liberale come sistema di garanzie individuali è più problematico. Nel momento in cui cominci a ridurre le libertà personali (parola, dissenso, stampa etc), inevitabilmente svuoti la democrazia del suo significato originario. È proprio in questo passaggio che il rischio di degenerazione è alto, si finisce rapidamente in modelli pseudo-democratici come quello russo, dove formalmente si vota ma, di fatto, il potere resta nelle mani di una sola persona per decenni e le elezioni si trasformano in una semplice formalità di facciata.
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          Bisogna però chiarire i concetti fondamentali. Quando parli di superare la democrazia liberale, ti riferisci al liberismo economico, alla democrazia liberale come sistema politico, o li consideri indistintamente un tutt'uno? Perché sul liberismo economico si può discutere. Invece, mettere in discussione la democrazia liberale come sistema di garanzie individuali è più problematico. Nel momento in cui cominci a ridurre le libertà personali (parola, dissenso, stampa etc), inevitabilmente svuoti la democrazia del suo significato originario. È proprio in questo passaggio che il rischio di degenerazione è alto, si finisce rapidamente in modelli pseudo-democratici come quello russo, dove formalmente si vota ma, di fatto, il potere resta nelle mani di una sola persona per decenni e le elezioni si trasformano in una semplice formalità di facciata.
          Quello economico ormai è dato, in quanto mi pare difficile tornare indietro rispetto alla dinamica della "libera circolazione delle merci" e purtroppo anche rispetto alla sua degenerescenza, cioè il globalismo (ovverosia il vampirismo del profitto) che ha dislocato la produzione lì dove il costo del lavoro è misero, al tempo stesso impoverendo parti di popolazione occidentale...e in questo non funzioneranno nemmeno i dazi trumpiani, non c'è protezionismo che tenga con le dinamiche produttive e finanziarie.

          Sul liberalismo inteso come ideologia politica delle concessioni dei "diritti" individuali, qui la mia contrarietà è totale e la rettificazione assolutamente necessaria...perchè è su questo punto che si vanno divaricando le posizioni delle elite ideologiche progressiste e il cosiddetto "populismo", nel quale ovviamente quei signori metterebbero anche me pure se non voto da circa 40 anni ormai.

          Dobbiamo partire da questa premessa: i sistemi politici tendono a degenerare. Tutti ed invariabilmente si fanno assolutismo politico-ideologico. L'ideologia liberalista è ormai percepita come quella sorta di tirannide del pensiero unico che ti impone di cedere parti del territorio a milioni di immigrati, che travasano la quota di forza d'opera necessaria a lavori che in occidente non si vogliono fare più: da necessità dovuta ad un decremento demografico, l'immigrazione si è fatta idolatria, quando semplicemente non si può accogliere tutti, non si possono abbattere i confini: è qui che da una questione concreta, che riguarda il mercato del lavoro, si passa alla astrazione ideologica e alla illusioni che creano un cortocircuito catastrofico presso il basso, cioè presso il popolo, che nella sua reazione alla immigrazione selvaggia diventa poi per le elite "populismo".

          I diritti individuali...è un diritto imporre alle aziende di assumere delle quote particolari di individui solo perchè dichiarono di appartenere ad una specifica inclinazione sessuale? Se io eliminassi quel diritto, l'individuo ne avrebbe nocumento o restrizione? Non credo, perchè invece di presentarsi come "ciao sono Paolo e sono un gay e vorrei essere assunto come avvocato in questo studio" si presenterebbe come: "ciao sono Paolo e sono un avvocato che vorrebbe essere assunto in questo studio legale", quindi nessuno tocca il diritto di Paolo ad essere gay, ma si toglie quello di corsia preferenziale in quanto gay, perchè diventa questa una dittatura della minoranza.

          La stessa pulsione sinistra la si ravvisa sul controllo dei media: quando si parla(va) di fact-checking si parlava di censura eh, niente di meno che di quella, di costrizione della libertà di scritto e di pensiero, dove un "ente superiore" autorizza o meno a far o non far passare questa o quella idea, questo o quel parere od opinione...e via discorrendo su questioni simili.

          Il liberalismo si è trasformato in una sorta di plumbea cappa ideologica che schiaccia in basso la maggioranza degli individui: in America il voto a Trump, forse ancora non ce ne rendiamo conto, è stato una sorta di urlo liberatorio della parte della popolazione silenziata da anni ed anni di cappa ideologica consimile...e in Germania l'AfD sta intercettando quel malessere, perchè adesso non credo che un partito che ha sfondato il muro dei 10 milioni di voti sia stato votato da 10 milioni di tedeschi tutte "teste rasate"...e non si è badato ad una cosa, che cioè l'AfD è il partito che più ha smosso gli astensionisti a recarsi alle urne, più degli altri ha intercettato i voti della "maggioranza silenziosa", come ha fatto Trump facendosi portare in trionfo dalla America "dimenticata"...dimenticata da chi? Dalle ideologie, da quelle correnti di pensiero politico che ad un tratto del percorso de-lirano e, come se decollassero, si astraggono dal reale, per cui i diritti delle minoranze diventano imposizioni a tutto il corpo nazionale: di tutto questo la sinistra liberalista continua a non rendersi conto, di essere essa stessa una tirannide...Saviano, se potesse, ad uno come lo imbavaglierebbe, questo lo sappiamo tutti.

          Comunque io non voglio togliere niente a nessuno, a me sta bene tutto, non vado nemmeno a votare, quindi non mi importa chi governa e che ideologia si porta appresso. A livello generale però percepisco varie fratture potenzialmente cataclismatiche in Europa, dico solo questo...e non mi pare che in "alto" se ne stiano rendendo conto...e soprattutto nessuno ha risposte e antidoti, se non i lamenti sul quanto sta avvenendo in questo emisfero...ma la gente però non vuole lamenti, vuole argomenti, che poi devono diventare azioni capaci di diminuire o curare le ulcerazioni del corpo sociale, questo vuole la gente...perchè sennò poi si mettono a votare anche il primo che passa o chi li cattura con la sua retorica e soluzioni "cesaree".

          Il partito della Le Pen è arrivato al 33%, un francese su tre. L'AfD, al cui nucleo ci sono i neonazisti da strada, sta al 20%, nel 2013 non superò lo sbarramento del 5%...se il nuovo governo tedesco non farà correzioni alle politiche precedenti, quelli alla prossima si prendono il governo...dopo hai voglia a parlare di liberismo.
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            I diritti individuali...è un diritto imporre alle aziende di assumere delle quote particolari di individui solo perchè dichiarono di appartenere ad una specifica inclinazione sessuale? Se io eliminassi quel diritto, l'individuo ne avrebbe nocumento o restrizione? Non credo, perchè invece di presentarsi come "ciao sono Paolo e sono un gay e vorrei essere assunto come avvocato in questo studio" si presenterebbe come: "ciao sono Paolo e sono un avvocato che vorrebbe essere assunto in questo studio legale", quindi nessuno tocca il diritto di Paolo ad essere gay, ma si toglie quello di corsia preferenziale in quanto gay, perchè diventa questa una dittatura della minoranza.
            Scusa, so che ci tieni a stare sul forum e a portare avanti le tue idee senza dover parlare esplicitamente di te, va benissimo, però una provocazione te la devo lanciare: da quanto scrivi suppongo che non mandi in giro il tuo cv per un lavoro dipendente da almeno 20 anni, o forse non l'hai mai dovuto fare. Questi sono i classici commenti distaccati dalla realtà di chi si informa esclusivamente su internet, magari attingendo dalla "manosfera".

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              Scusa, so che ci tieni a stare sul forum e a portare avanti le tue idee senza dover parlare esplicitamente di te, va benissimo, però una provocazione te la devo lanciare: da quanto scrivi suppongo che non mandi in giro il tuo cv per un lavoro dipendente da almeno 20 anni, o forse non l'hai mai dovuto fare. Questi sono i classici commenti distaccati dalla realtà di chi si informa esclusivamente su internet, magari attingendo dalla "manosfera".
              Per la verità su internet come informazione leggo solo ormai i siti italiani quelli noti, stranoti, cioè Repubblica, CorSera, La Stampa...quindi posso certo, nel livello del particolare, anche ogni tanto prendere fischi per fiaschi....ma non perchè leggo i mister X internettiani ma nel caso per mia esclusiva responsabilità...perchè la mia sfera di interesse, cioè il tempo che ho "da perdere", riguarda tutt'altri argomenti che non la politica attuale o la società attuale, che è solo tempo perso in quanto è come l'occidente tutto: un catramoso pastrocchio, per cui perchè perderci del tempo? Oggi mi sono arrivati a casa due splendidi volumi di Carandini su "La nascita di Roma", presi all'ultimo tuffo presso un libraio antiquario di Torino...Se devo "perdere del tempo" lo faccio immergendomi lì dove tutto era ordine, non di qua dove ne esci che puzzi di mierda e assistendo a spettacoli osceni, la "politica" all'opera...

              Circa quanto dici, io mi riferivo alle politiche DEI americane.
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                Come immaginavo non hai esperienza pratica in questo senso.

                Comunque, al di la del tirare fuori immigrazione e gay, non sei entrato nel merito del mio intervento

                Invece, mettere in discussione la democrazia liberale come sistema di garanzie individuali è più problematico. Nel momento in cui cominci a ridurre le libertà personali (parola, dissenso, stampa etc), inevitabilmente svuoti la democrazia del suo significato originario. È proprio in questo passaggio che il rischio di degenerazione è alto, si finisce rapidamente in modelli pseudo-democratici come quello russo, dove formalmente si vota ma, di fatto, il potere resta nelle mani di una sola persona per decenni e le elezioni si trasformano in una semplice formalità di facciata.
                Glissi sull'evidenza che democrazia senza garanzia delle libertà sostanzialmente non è più democrazia, ma una dittatura.

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                  Come immaginavo non hai esperienza pratica in questo senso.

                  Comunque, al di la del tirare fuori immigrazione e gay, non sei entrato nel merito del mio intervento



                  Glissi sull'evidenza che democrazia senza garanzia delle libertà sostanzialmente non è più democrazia, ma una dittatura.
                  Non glisso, Machine, abbi pazienza...ne abbiamo parlato tante volte ultimamente, poi diventa una ripetizione. La democrazia, l'ho già detto, in sè non ha nessun portato valoriale: è un neutro sistema di governo che permette, sotto diverse forme, la partecipazione del popolo alla diciamo formazione del sistema politico, tutto qua. L'aggettivo liberista è invece una ben determinata ideologia politica, che se la togli non casca la democrazia. Non capisco perchè questo concetto non ti passa.

                  L'Italia, nei 30 anni di regime repubblicano in cui non ha concesso il diritto all'aborto e al divorzio, non è stata una democrazia? Se domani mattina deportasse tutti gli immigrati irregolari non sarebbe una democrazia?

                  Venendo a questo:

                  Come immaginavo non hai esperienza pratica in questo senso.
                  non capisco cosa c'entri la "pratica" con quanto andavo dicendo sulle imposizioni per via preferenziale nel mondo del lavoro per chi ha particolari inclinazioni sessuali. Che c'entra con la critica alle politiche DEI? Vorrei capire cosa avrei detto di errato in quel passaggio che hai quotato in precedenza, perchè magari uno ci può anche tornare sopra, non è che abbiamo la scienza infusa...siamo perdonabilissimi nelle nostre eventuali insufficienze, quando in occidente, tu pensa, ci sono dei coglioni al comando e gli Espertoni hanno detto puttaniate per 3 anni...se uno una volta non ci acchiappa, un povero cittadino privato, che non avrebbe "esperienza" (ma non ho capito su cosa servirebbe questa esperienza se si criticano certe direzioni politiche occidentali), potremmo nel caso anche "scusarlo" no?

                  Il modello di democrazia valoriale russo a me andrebbe benissimo, ovviamente declinato sulla storia e le specificità e identità nazionali...il che vuol dire non vietare ma non favorire o promuovere la confusione del genere sessuale, il "meticciato" etcnico-culturale, favorire e proteggere la famiglia naturale, vietare l'adozione dei figli alle coppie gay, ovvero tornare alla naturalità della complementarietà uomo-donna, padre-madre...rimettersi in ordine: in questo la democrazia non verrebbe meno.
                  ...ma di noi
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                    Non glisso, Machine, abbi pazienza...ne abbiamo parlato tante volte ultimamente, poi diventa una ripetizione. La democrazia, l'ho già detto, in sè non ha nessun portato valoriale: è un neutro sistema di governo che permette, sotto diverse forme, la partecipazione del popolo alla diciamo formazione del sistema politico, tutto qua. L'aggettivo liberista è invece una ben determinata ideologia politica, che se la togli non casca la democrazia. Non capisco perchè questo concetto non ti passa.

                    L'Italia, nei 30 anni di regime repubblicano in cui non ha concesso il diritto all'aborto e al divorzio, non è stata una democrazia? Se domani mattina deportasse tutti gli immigrati irregolari non sarebbe una democrazia?

                    Venendo a questo:



                    non capisco cosa c'entri la "pratica" con quanto andavo dicendo sulle imposizioni per via preferenziale nel mondo del lavoro per chi ha particolari inclinazioni sessuali. Che c'entra con la critica alle politiche DEI? Vorrei capire cosa avrei detto di errato in quel passaggio che hai quotato in precedenza, perchè magari uno ci può anche tornare sopra, non è che abbiamo la scienza infusa...siamo perdonabilissimi nelle nostre eventuali insufficienze, quando in occidente, tu pensa, ci sono dei coglioni al comando e gli Espertoni hanno detto puttaniate per 3 anni...se uno una volta non ci acchiappa, un povero cittadino privato, che non avrebbe "esperienza" (ma non ho capito su cosa servirebbe questa esperienza se si criticano certe direzioni politiche occidentali), potremmo nel caso anche "scusarlo" no?

                    Il modello di democrazia valoriale russo a me andrebbe benissimo, ovviamente declinato sulla storia e le specificità e identità nazionali...il che vuol dire non vietare ma non favorire o promuovere la confusione del genere sessuale, il "meticciato" etcnico-culturale, favorire e proteggere la famiglia naturale, vietare l'adozione dei figli alle coppie gay, ovvero tornare alla naturalità della complementarietà uomo-donna, padre-madre...rimettersi in ordine: in questo la democrazia non verrebbe meno.
                    Sul primo punto credo che ci siamo capiti, ma mi pare che tu continui volontariamente ad aggirare le mie critiche. Citi ora temi come aborto e divorzio, mentre io avevo fatto esplicitamente riferimento ad altre libertà fondamentali come quelle di espressione, stampa e dissenso, che nelle cosiddette democrazie non liberali risultano sempre, in misura variabile, compromesse. Se vengono meno queste libertà, viene meno anche una reale partecipazione popolare: senza la concreta possibilità di scelta e critica, la democrazia diventa soltanto una vuota formalità.

                    Sul secondo punto, invece, hai introdotto le politiche DEI negli Stati Uniti solo dopo il mio intervento. Io non conosco direttamente la situazione del mercato del lavoro americano e mi limito quindi al contesto italiano, che conosco bene. In Italia l'orientamento sessuale non influisce minimamente sulla selezione del personale, anzi, piuttosto, se qualcuno si presenta con un'immagine percepita come "ambigua" (ad esempio una drag queen) è più probabile che venga discriminata ed esclusa da tanti ruoli rilevanti piuttosto che favorita. La mia precisazione riguardo all'esperienza concreta nasce proprio da qui: spesso queste tematiche, che nella realtà quotidiana hanno un peso marginale o nullo, vengono gonfiate a dismisura nelle discussioni online, e chi non ha esperienza diretta finisce col crederci. Nascono così dei "fanta-problemi" totalmente scollegati dalla vita reale. Si tratta della stessa dinamica che giustamente viene contestata quando certe frange della sinistra sollevano questioni irrilevanti come quella dei cognomi che vengono dal padre o dalla madre di cui si parlava in un'altra discussione. L'idea dei gay che toglierebbero posti di lavoro agli etero rientra esattamente in questa categoria di polemiche artificiose e lontane dalla realtà.

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                      Nel 1914, cioè alla vigilia dello scoppio della I GM, l'Europa era ancora composta da tutte monarchie, tranne Portogallo, Svizzera e Francia: dovremmo concludere che non si era "liberi"? L'Europa non era un continente libero? Non era semmai un continente liberalista, ma preservava ancora dei valori che oggi definiremmo "conservatori", anch'essi ovviamente portato di una ben determinata ideologia politica, su questo non ci piove...erano monarchie parlamentari, si andava cioè pure a votare; c'era la libera stampa; c'erano i partiti...ma erano i valori di riferimento ad essere differenti, questo è il punto.

                      Siccome è il liberalismo che ha invertito quei valori, sequestrando anche la "libertà" (perchè se non ti accodi diventi un fascista od un populista ai loro occhi), è il liberalismo che va cancellato o riportato coi piedi per terra. Il resto della macchina "democratica" funzionerebbe come sempre in occidente, L'America era una democrazia pure quando praticava la schiavitù od il successivo regime di apartheid.
                      ...ma di noi
                      sopra una sola teca di cristallo
                      popoli studiosi scriveranno
                      forse, tra mille inverni
                      «nessun vincolo univa questi morti
                      nella necropoli deserta»

                      C. Campo - Moriremo Lontani


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                      • Sean
                        Csar
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                        Originariamente Scritto da The_machine Visualizza Messaggio

                        Sul primo punto credo che ci siamo capiti, ma mi pare che tu continui volontariamente ad aggirare le mie critiche. Citi ora temi come aborto e divorzio, mentre io avevo fatto esplicitamente riferimento ad altre libertà fondamentali come quelle di espressione, stampa e dissenso, che nelle cosiddette democrazie non liberali risultano sempre, in misura variabile, compromesse. Se vengono meno queste libertà, viene meno anche una reale partecipazione popolare: senza la concreta possibilità di scelta e critica, la democrazia diventa soltanto una vuota formalità.

                        Sul secondo punto, invece, hai introdotto le politiche DEI negli Stati Uniti solo dopo il mio intervento. Io non conosco direttamente la situazione del mercato del lavoro americano e mi limito quindi al contesto italiano, che conosco bene. In Italia l'orientamento sessuale non influisce minimamente sulla selezione del personale, anzi, piuttosto, se qualcuno si presenta con un'immagine percepita come "ambigua" (ad esempio una drag queen) è più probabile che venga discriminata ed esclusa da tanti ruoli rilevanti piuttosto che favorita. La mia precisazione riguardo all'esperienza concreta nasce proprio da qui: spesso queste tematiche, che nella realtà quotidiana hanno un peso marginale o nullo, vengono gonfiate a dismisura nelle discussioni online, e chi non ha esperienza diretta finisce col crederci. Nascono così dei "fanta-problemi" totalmente scollegati dalla vita reale. Si tratta della stessa dinamica che giustamente viene contestata quando certe frange della sinistra sollevano questioni irrilevanti come quella dei cognomi che vengono dal padre o dalla madre di cui si parlava in un'altra discussione. L'idea dei gay che toglierebbero posti di lavoro agli etero rientra esattamente in questa categoria di polemiche artificiose e lontane dalla realtà.
                        No, non mi riferivo all'Italia...anche se sono fuori dal mondo del lavoro attuale, su questo hai ragione, so però anche io che qua non viene imposta nessuna quota di assunzione, cioè il privato (almeno credo) è libero di assumere chi vuole: d'altro canto una persona deve valere per le sue qualità e capacità. La questione della inclinazione sessuale dovrebbe rientrare nel suo ambito privato: quando acquisto un disco che mi piace, se mi faccio fare un mobile da un artigiano che stimo, se porto la mia auto da un meccanico bravo, non mi chiedo che inclinazione sessuale abbia il tizio, e nemmeno quando un dottore mi visita: dovrebbe interessarci di più se sono bravi e sanno fare il loro lavoro.

                        Sul primo punto credevo di aver risposto quando ho detto che tutte le ideologie politiche ad un certo tratto si fanno assolutismi tendenti al tirannico: il liberalismo è ora arrivato a quel segno, tanto da considerare lo stesso popolo che non acconsente a quelle politiche con l'insulto "populista", o l'aver tentato di imporre un controllo sui media attraverso la mascherata del fact-checking, o l'aver adottato l'idolatria dell'immigrazionismo come fossero quelli i cittadini da tenersi stretti e da vezzeggiare e carezzare, e non quelli tuoi: pure questo è un illiberalismo che in sè nega ogni altra alternativa visione della realtà, cioè a dire il dissenso anche radicale.
                        ...ma di noi
                        sopra una sola teca di cristallo
                        popoli studiosi scriveranno
                        forse, tra mille inverni
                        «nessun vincolo univa questi morti
                        nella necropoli deserta»

                        C. Campo - Moriremo Lontani


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                        • Mario12
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                          sto qua è un altro guerrafondaio dei peggiori , bisogna levarselo dai piedi il prima possibile

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                          • Sean
                            Csar
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                            Vance atterrato in Groenlandia con la moglie: «Molto interessati alla sicurezza dell'Artico». Il nuovo premier Nielsen: «Visita irrispettosa»

                            Il vicepresidente Usa e la moglie in visita alla base spaziale Usa di Pituffik: «I groenlandesi sceglieranno di essere parte degli Usa». Trump: «L'isola a noi per la pace nel mondo». Relazioni tese tra Stati Uniti e Groenlandia dopo le dichiarazioni del Presidente Donald Trump

                            Il vicepresidente americano JD Vance e sua moglie Usha sono atterrati in Groenlandia per una visita alla base spaziale Usa di Pituffik. «Qui fa un freddo cane», sono state le prime parole del vice di Trump.
                            Con loro, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, il Segretario per l'energia Chris Wright e il senatore Mike Lee.

                            «Parleremo del nostro interesse per la Groenlandia - ha detto Vance ai giornalisti presenti -, l'amministrazione e il Presidente sono molto interessati alla sicurezza dell'Artico, è una questione importante, e lo sarà sempre di più nei prossimi decenni». Poco prima di pranzare con i soldati, il vicepresidente americano si è fermato per parlare del suo volo a bordo dell'Air Force 2 «davvero spettacolare» e ha ricordato che è il primo vicepresidente degli Stati Uniti a visitare la Groenlandia. «Chiederò al comando di quel che fa esattamente la base e di tutti i modi importanti di contribuire alla sicurezza nazionale».

                            Trump: «Groenlandia a noi per la pace nel mondo»

                            E mentre Vance visita la base di Pituffik, il presidente Donald Trump ha detto che gli Usa «hanno bisogno della Groenlandia per la pace nel mondo, Danimarca e Unione europea capiranno altrimenti glielo spiegheremo». «Il discorso non è se possiamo farne a meno - e possiamo - se guardiamo alle acque attorno alla Groenlandia, ci sono ovunque navi cinesi e russe. Non possiamo affidarci alla Danimarca o altri per affrontare la situazione», ha aggiunto.

                            Vance: «Russia e Cina interessate al passaggio artico»

                            Nel suo discorso alla base della Space Force americana, Vance ha detto che gli Usa credono «nell'autodeterminazione» dei groenlandesi, «un popolo incredibile che rispettiamo e ha grandi potenzialità», ma che la «Danimarca non ha fatto un buon lavoro» nel proteggerli. «Il nostro messaggio alla Danimarca è chiaro: non avete investito abbastanza nella popolazione della Groenlandia, non avete investito abbastanza nella sicurezza della Groenlandia», ha aggiunto Vance, in riferimento alla nazione europea che ha la sovranità sul territorio autonomo. «Bisogna fermare l'intrusione russa e cinese», ha ripetuto facendo l'eco a Trump.

                            «Sappiamo che Russia, Cina e altre nazioni stanno mostrando interesse per il passaggio artico e le rotte di navigazione» oltre che per i diritti minerari della regione ha ribadito Vance, sottolineando che se gli Stati Uniti non si interesseranno alla Groenlandia, «lo faranno altre nazioni». Secondo quanto riferito dalla Bbc, nel suo discorso pronunciato alla base americana, Vance ha riconosciuto che molti cittadini americani potrebbero non capire perché l'Artico sia importante per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, precisando tuttavia che le postazioni delle truppe statunitensi in Groenlandia hanno il compito di tracciare qualsiasi minaccia missilistica in arrivo verso gli Usa e, auspicabilmente, di neutralizzarla, ma «non ci sono piani immediati» di espandere la presenza militare, ma «pensiamo che i groenlandesi sceglieranno» di essere parte degli Stati Uniti e «l'uso della forza non sarà mai necessario», la Groenlandia «farebbe molto meglio sotto l'ombrello della sicurezza Usa», ha concluso prima di reimbarcarsi sull'Air Force 2 e rientrare negli Stati Uniti.

                            ​CorSera
                            ...ma di noi
                            sopra una sola teca di cristallo
                            popoli studiosi scriveranno
                            forse, tra mille inverni
                            «nessun vincolo univa questi morti
                            nella necropoli deserta»

                            C. Campo - Moriremo Lontani


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                            • fede79
                              Bass Player
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                              Eh niente, gli USA ci tengono proprio a portare la pace, diffonderla. Certo, hanno i loro modi, invasioni, guerre dirette o indirette, infiltrazioni, governi fantoccio, ed altre strategie tutte nel segno della pace: che mondo sarebbe senza l'America [cit.]
                              sigpic
                              Free at last, they took your life
                              They could not take your PRIDE

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                              • Sean
                                Csar
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                                E' difficile pensare che, in specie se si staccheranno dalla Danimarca, che la Groenlandia potrà sfuggire all'artigliata statunitense...e tra l'altro già ospitano delle basi USA. Non diventeranno uno stato USA ma una dipendenza militare e una colonia estrattiva lo darei per sicuro...ovviamente con la scusa della "sicurezza", il che è quello che stanno dicendo all'Ucraina per le loro di terre rare: "il modo migliore per garantirvi una futura sicurezza è firmare l'accordo".
                                ...ma di noi
                                sopra una sola teca di cristallo
                                popoli studiosi scriveranno
                                forse, tra mille inverni
                                «nessun vincolo univa questi morti
                                nella necropoli deserta»

                                C. Campo - Moriremo Lontani


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