Originariamente Scritto da The_machine
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Non capisco perchè nell'ambito democratico non si potrebbe avere un superamento del "liberismo", che ormai è diventato una sorta di dittatura ideologica elitarista. Una democrazia "valoriale" ed "identitaria", cioè che ponga in preminenza i valori differenziati delle varie realtà nazionali, e non l'astratto indifferentismo ideologico, non si può avere?
A me pare che la vena liberalista si sia esaurita. Questo non significa che la democrazia dovrà essere liquidata con essa. Col pensare alle astrazioni, ci si è dimenticati dei prossimi, dei propri popoli...ad un tratto (oggi) li si è guardati e le elite li trovano "alieni", "populisti"...perchè non li capiscono più...o sono quelle elite ad essersene distaccate dai propri popoli, per rifare la storia su di un foglio bianco? E allora quel punto nero, che sporca il candore del foglio, lo cancelliamo con la gomma od il diluente o a spruzzi di odio? Non mi pare questa la strada, anzi è la via per far irrompere i "cesari" che poi si presentano sempre come i salvatori del "popolo".
La sinistra progressista è avvinghiata ormai attorno al totem della democrazia liberalista, ma non ha una mezza risposta sul concreto. Non ce l'ha. Non ha un programma, non ha niente. Il problema non è del "populismo", che altro non è che il popolo reale che chiede un governo forte e reale, perchè la massa vuole essere governata, lo chiede, si offre al suo proprio farsi governare...il problema è di chi resta attaccato al totem senza "riattivarlo" con contenuti che agiscano in questo tempo presente per come la storia ce lo serve.
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