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Cronaca e politica estera [Equilibri mondiali] Thread unico.
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Originariamente Scritto da zuse Visualizza MessaggioCuriosa, da parte di chat gpt, questa precisazione
"Inoltre, la spesa militare dell'UE è significativamente inferiore a quella degli Stati Uniti, che nel 2022 hanno destinato circa il 3,5% del loro PIL alla difesa, con una spesa totale di circa 800 miliardi di dollari.
Questi dati evidenziano la necessità per l'Europa di aumentare ulteriormente gli investimenti nella difesa per raggiungere gli standard alleati e garantire una sicurezza adeguata."
Mi pare con LARRY SCOTT2 si parlasse l'altro giorno di deepseek e risposte filo RPC...ma non noto grandi differenze qui.
La seconda questione è domandarsi in base a cosa, a quali ragioni, noi (noi Europa, noi Italia) dovremmo accogliere il "disinteressato" suggerimento di chatcoso e aumentare considerevolmente la spesa per la "difesa", quando:
- nessuno degli stati europei è una potenza con natura e tensione imperialista. Se il fine degli stati-potenza è la la politica estera (l'unica politica che conti qualcosa per gli stati in quanto li fa "contare" nel mondo), gli stati europei hanno cessato di essere tali nel '45. Ora sono atomi sparsi e passivi a traino delle correnti e delle tempeste della storia, e questo fatto non cambierà neanche se ti armassi fino ai denti, in quanto nell'evo dei "grandi spazi" gli stati europei sono piccoli, nessuno di essi dotato di risorse (l'industria tedesca ha subito un terremoto per la distruzione del nord stream 2), inifluenti nel mondo, e dunque destinati ad orbitare attorno a questo o quel pianeta gigante, sia esso un Giove od un Saturno (puoi al più scegliere l'orbita)
- Se volessi, per mettere una pezza a questa inconsistenza, unire una serie di stati europei per dare forma un super stato d'Europa, dovresti radere al suolo quella comunità di mercanti e banchieri che è l'UE e ricominciare da capo immettendo l'anima politica alla "unione", costituendoti (come USA, Russia e Cina) a guisa di "impero", con cioè un forte centro-nucleo "politico" chiamato ad totum ducere partes, a tenere assieme le varie articolate (per etnie, culture, lingue e tradizioni) specifiche parti nazionali: è proprio per questo che non basta una moneta unica, od una unica "banca" per fare uno "stato" europeo: va da sè che in cima servirebbe uno, e uno solo, che comandi...il che, si è capito, non avverrà mai, per cui l'Europa la possiamo cancellare dalla storia e lasciarla come materia di geografia.
Infine a chatcoso occorre ricordare che gli USA non devono rendere conto alla mandria di buoi e cowboy che hanno come massa "popolare", di quella "quisquilia" che presso gli europei si chiama "stato sociale"...per cui gli USA si possono permettere di usare il Pil come vogliono...e non invece gli stati europei, a meno di forte riduzione del benessere e delle sicurezze sociali, cioè della stessa tenuta del tessuto sociale e "democratico"....ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
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forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
C. Campo - Moriremo Lontani
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Originariamente Scritto da zuse Visualizza MessaggioStando a chat gpt, come UE in questi ultimi 5 anni abbiamo speso il triplo ogni anno rispetto alla Russia in quanto a spese militari...e non siamo in guerra, a differenza di quest'ultima.
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Originariamente Scritto da Ponno Visualizza MessaggioSmettete di usare prodotti Yankees, e usate roba EU. LeChat é anche meglio di GPT
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Originariamente Scritto da zuse Visualizza MessaggioCuriosa, da parte di chat gpt, questa precisazione
"Inoltre, la spesa militare dell'UE è significativamente inferiore a quella degli Stati Uniti, che nel 2022 hanno destinato circa il 3,5% del loro PIL alla difesa, con una spesa totale di circa 800 miliardi di dollari.
Questi dati evidenziano la necessità per l'Europa di aumentare ulteriormente gli investimenti nella difesa per raggiungere gli standard alleati e garantire una sicurezza adeguata."
Mi pare con LARRY SCOTT2 si parlasse l'altro giorno di deepseek e risposte filo RPC...ma non noto grandi differenze qui.
DeepSeak era molto più sottile, addirittura pur tradotta si poteva cogliere quella struttura del discorso tipicamente asiatica dove per dirti che loro sono più evoluti e noi delle protoscimmie sembrano invece farti duemila complimenti.
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Ma il bello è che non ho minimamente menzionato gli Usa nella domanda...
Ho chiesto le spese militari negli ultimi 5 anni da parte di EU e Russia in miliardi e % pil
Gli Usa, le sue spese e suggerimenti finali...li ha messi di sua iniziativa.
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Siamo in mano a dei pazzi (Trump e musk)Originariamente Scritto da huntermastertu ti sacrifichi tutta la vita mangiando mer da in bianco e bevendl acqua per.farti le seghe nella tua kasa di prigio.Originariamente Scritto da luna80Ma come? Non avevi mica posto sicuro al McDonald's come salatore di patatine?
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Originariamente Scritto da zuse Visualizza Messaggio
Chat gpt, non so se sia una casualità o meno, dall'uscita di deepseek permette di usarla senza loggarsi quindi è comoda. Se me conosci di non US con la stessa opzione, scrivi!
Originariamente Scritto da claudio96
sigpic
più o meno il triplo
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Trump: “Putin dovrà fare concessioni sull'Ucraina”
“Vladimir Putin dovrà fare delle concessioni sull'Ucraina”. Lo ha detto Donald Trump
Trump: “Kiev si scordi l’adesione alla Nato”
"Scordatevi" l'adesione dell'Ucraina alla Nato, perché "probabilmente è stata la ragione per cui la guerra è iniziata". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a una domanda sulle eventuali "concessioni" che è disposto a fare alla Russia per raggiungere un accordo di pace
Zelensky insiste: “Garanzie di sicurezza fondamentali contro la Russia”
Volodymyr Zelensky insiste sulla necessità di avere delle garanzie di sicurezza da Washington, dove è atteso venerdì per la firma dell'accordo sulle terre rare che ancora non le prevederebbe. Nel consueto discorso serale, il presidente ucraino ha detto: "Garanzie di pace e sicurezza sono fondamentali per impedire alla Russia di distruggere le vite delle altre nazioni"
Trump: “Ho parlato con Putin quando sono stato eletto, penso che possiamo fare l’accordo”
Penso che sia una persona molto intelligente, penso che non avesse intenzione di risolvere la guerra, penso che volesse tutto, ma abbiamo parlato quando sono stato eletto e penso che possiamo avere un accordo"
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Trump: «Dazi del 25% alla Ue, nata per truffare gli Usa». La replica dell'Europa: «Reagiremo subito e con fermezza»
Torrenziale conferenza stampa del presidente Usa in occasione del primo consiglio dei ministri. Musk:«Tagliare la spesa pubblica o falliremo»
Dazi del 25% all'Unione europea «nata per truffare gli Stati Uniti»; accordo sull'Ucraina in cui «Putin dovrà fare concessioni». È un Donald Trump torrenziale, quello che si è presentato alla stampa in occasioni del primo consiglio dei ministri del suo governo. Seduta aperta con un momento di preghiera e proseguita con un intervento di Elon Musk: «Se non tagliamo la spesa pubblica il Paese fallirà».
I dazi alla Ue
Trump ha annunciato che i prodotti europei saranno «presto» soggetti a dazi del 25%. «Abbiamo preso la decisione, e la annunceremo a breve, che sarà del 25%», ha detto Trump, il livello al quale anche i prodotti canadesi e messicani dovrebbero essere tassati dall'inizio di aprile. I dazi contro la Ue «riguarderanno le auto e altre cose» ha detto Trump, sottolineando che l'Ue è stata «formata per fregare» gli Stati Uniti.
Non si è fatta attendere la risposta dell'Unione europea che, tramite la portavoce della Commissione europea, ha dichiarato: «L'Ue reagirà in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legittime e non discriminatorie». Per poi aggiungere: «L'Ue proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati».
L'ingombrante Musk
Trump ha poi ammesso: alcuni membri del governo «sono un po' in disaccordo» con Elon Musk. Ma poi il presidente, confermando la sua vicinanza al miliardario superconsigliere, scherza: «Qualcuno non è contento di Elon? Se non lo è lo cacciamo di qui». E vai con gli applausi di alcuni dei ministri. Il fondatore di Starlink, presente alla seduta con cappellino da baseball e t-shirt nera, ha ribadito che occorre tagliare la spesa pubblica altrimenti gli Stati Uniti falliranno.
La Cina e Taiwan
Su Taiwan «non ho mai commentato e non voglio commentare», perché «ho un grande rapporto con il presidente Xi e voglio che i cinesi vengano qui a investire» le parole di Trump ai cronisti. «Si vedono tante notizie in cui si dice che noi non vogliamo la Cina in questo Paese, ma non è vero, noi vogliamo che loro investano negli Stati Uniti perché è un bene e portano tanti soldi».
https://www.corriere.it/esteri/25_fe...tml?refresh_ce...ma di noi
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Originariamente Scritto da Ponno Visualizza Messaggio
Ma sei scemo? Ho appena detto LeChat! Ahaha altrimenti usa duck.ai che almeno non riusa per training i tuoi input
Poi provo!
Se fanno cakare come cyberpunk ti slamo!
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Rubio: “Testeremo russi su volontà di finire la guerra”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ammesso di non essere in grado di garantire che i russi vogliano davvero finire la guerra con l'Ucraina, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti li metteranno alla prova. "Non lo so, non so come rispondere a questa domanda" ha detto Rubio all'intervistatore di Fox News che gli aveva chiesto se ritenesse che i russi volessero sinceramente mettere fine al conflitto. "Penso - ha aggiunto - che li testeremo. Io ho chiesto loro" all'incontro a Riad, in Arabia Saudita, "volete finire la guerra o volete continuarla? Se volete finirla, parliamo di ciò che serve per mettere la parola fine. Se volete continuarla allora ditecelo ora". "Loro - ha continuato - hanno accettato di dare un seguito all'incontro, dove noi manderemo i punti diplomatici da rispettare per mettere fine al conflitto. E li metteremo alla prova".
Rubio: “La Nato è messa a rischio dai Paesi Ue che non spendono per la difesa”
"La Nato non è a rischio. La sola cosa che mette la Nato a rischio è il fatto che i nostri alleati non hanno sufficiente forza militare e per quarant'anni non hanno speso denaro per questo". Lo ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un'intervista a Fox News. "Questi - ha aggiunto - sono Paesi ricchi, soprattutto quelli dell'Europa occidentale. Sono pieni di soldi. Dovrebbero investire in sicurezza nazionale e non lo fanno. Hai Paesi che spendono l'1,5%, l'1% della loro economia e noi non possiamo farlo per loro. Non è giusto e non è sostenibile". Rubio ha elencato alcuni Paesi membri delle Nato: Polonia e Repubblica Ceca hanno aumentato la spesa, ha ricordato, Germania e Francia no. "Bisogna risolvere questa cosa" ha aggiunto.
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Truppe in Ucraina, tensione al vertice tra i leader. Meloni incalza Macron: «A che titolo sei andato a Washington?»
Tensione al vertice tra leader. I dubbi su mosse «non condivise»
Se qualche giorno fa le chiedevi quale sarebbe la soluzione ideale, in caso di cessate il fuoco e accordi pace fra Russia e Ucraina, Giorgia Meloni ai suoi interlocutori rispondeva senza dubbi: «La soluzione ideale sarebbe estendere rete e garanzie della Nato a Kiev, anche senza un ingresso formale nell’Alleanza». Sarebbe una soluzione tecnica difficile, che però sottende il vero obiettivo di palazzo Chigi e della nostra diplomazia: avere delle garanzie di sicurezza in cui la rete di missili, capacità tecnologiche, e spiegamento rapido di mezzi, degli Stati Uniti, sia pienamente utilizzata, almeno nell’ossatura che oggi è inserita nel comando europeo della Nato stessa.
Ma non è detto che agli americani una cosa simile piaccia, o che mai si realizzi, e quindi è probabile che il nostro governo dovrà gestire quello che ancora oggi appare lo scenario meno desiderato dalla presidente del Consiglio: quello che gli anglosassoni definiscono come boots on the ground, ovvero schierare truppe di terra, rischiare la vita di militari italiani, aprire nella sua maggioranza un difficile braccio di ferro con Matteo Salvini, fieramente schierato, anche ieri mattina, sul no netto a qualsiasi intervento militare. Si capisce per quale motivo alla fine a Palazzo Chigi si è sedimentata una linea che appare come quella del Piave, «saremo coinvolti soltanto a patto che tutto avvenga sotto l’egida dell’Onu».
Una sorta di parola magica capace di essere condivisa da tutto o quasi il governo italiano, paradossale per un’istituzione che negli ultimi anni non potrebbe essere stata più screditata, e che oggi, altro paradosso, con Trump, ancorché foro multilaterale per antonomasia, ritorna centrale. Dire Onu infatti significa allargare in modo massiccio un progetto di intervento, significa avere il beneplacito della Russia, «sarebbe perfetto se anche la Cina decidesse di dare il suo contributo, quella sarebbe una garanzia molto grossa dal punto di vista geopolitico», è una delle convinzioni della nostra premier.
Per tutti questi motivi ieri il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha puntato l’indice contro Francia e Gran Bretagna, presunti colpevoli di mandare avanti da soli iniziative, molto delicate e complesse (la prossima, domenica, a Londra). E per tutti questi motivi Meloni ha incalzato Emmanuel Macron nel collegamento con altri leader organizzato dopo la visita del presidente francese alla Casa Bianca, dove ha perorato l’inizio di discussione su una «forza europea». La premier italiana non ha usato mezzi termini: «Io vorrei sapere a che titolo sei andato a Washington». Macron ha assicurato di aver «rappresentato soltanto la Francia» ma è apparsa evidente a tutti la tensione per «iniziative che dovrebbero essere condivise preventivamente con tutti gli Stati Ue».
Al di là del metodo c’è un solco politico profondo in questo momento fra l’Eliseo e Downing Street da una parte, e Palazzo Chigi all’altra. Due potenze nucleari e con diritto di veto all’Onu hanno deciso che occorre correre e anche per questo l’Italia teme che domenica il premier Keir Starmer possa annunciare nuove iniziative foriere di nuove divisioni tra gli Stati in un momento che invece dovrebbe essere segnato da un allargamento della soglie delle garanzie ad un livello multilaterale massimo.
Due metodi diversi e anche due approcci diplomatici divergenti. In questa linea a fare il gioco di Meloni sono Germania e Polonia, entrambe dubbiose sul progetto di Parigi e Londra. Gli stessi dubbi che ieri il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso al generale americano Cavoli, comandante della Nato in Europea e capo delle truppe Usa di stanza nella Ue.
CorSera...ma di noi
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