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Ciao simoney senza farlo apposta ne parlavo oggi con la mia ragazza, anch io ho una mia religione un modo tutto mio di pensarla e credo in due realta diverse.La prima è che dopo la morte ci sia un altra dimensione dove il corpo va e poi rinasce come un altro essere e l'altra invece è più scientifica credo che ogni nostro gusto o reazione a uno stimolo sia controllato dai neuroni e con la loro morte non esistiamo più, come se siamo macchine programmate.
Il nulla,per la mia mente, non è ammissibile.
E un'invenzione di qualche scrittore con poca fantasia.
Se ci pensi, il nulla non esiste.
Che rumore fa un albero che cade nella foresta se nessuno lo può ascoltare?
sono daccordo anche con te Nat,ma una volta staccata la spina,io in quanto anima,da qualche parte devo pur andare,l'anima non va a corrente.
Nei discorsi filosofici con gorga,ho spesso fatto questo riferimento,anche secondo me l'Uomo é Dio,ma qui non voglio capire chi sia chi,ma cosa ci sia dopo.
Angel,sei stata chiarissima,mi fa piacere condividere questo pensiero
Il nulla non è concepibile dalla nostra mente, come tante altre cose. Ma questo non implica la loro non-esistenza. Ricordiamoci di essere limitati, il nostro intelletto è limitato, i nostri sensi sono limitati. Il rumore che fa un albero quando cade ma non c'è nessuno ad ascoltare non lo conosciamo, ma non si può dire che non esiste.
Credo che la condizione più vicina alla morte è la nostra condizione prima della nascita. Se dovessimo descrivere tale condizione credo che la parola più adatta sarebbe "nulla". Poi per quanto mi riguarda sia prima della nascita, sia dopo la morte potremmo e avremmo potuto passeggiare spensierati in campi di margherite.
Ma ovviamente questo non lo conosciamo. E la risposta più immediata, ma non obbligatoriamente giusta, per me sarebbe sottolineare la nostra limitata condizione. Forse siamo dei semplici agglomerati di materia ed energia dotati di una coscienza non immortale. Nasciamo e moriamo. E il nostro corpo diventa in un modo o nell'altro parte del nostro pianeta come sempre. Magari concime per un campo di margherite...
Mi intrometto solo per lasciare un appunto. E dico "appunto" non a caso: in certi argomenti si rischia sempre di cadere, con la superbia di chi DEVE motivare la propria esistenza, nel cinismo o nell'eccessivo sentimentalismo. Il mio vuol essere uno di quegli appunti ai margini che non arricchiscono il libro, ma possono aiutare a capire come chi l'ha letto ha cercato di interpretarlo, niente di più pretenzioso.
Suvvia, siamo chiari: l'Universo se ne frega della vita e del principio Antropico.
Certi argomenti sono capaci di mandarci in trance per ore chiusi in una camera, con il sottofondo stressato dei pensieri di chi le giornate le vive tutte uguali, una dopo l'altra.. Così come risultano ridicoli all'aria aperta, a contatto con la natura incontaminata. Cerchiamo un motivo a ciò che c'è "dopo" perchè abbiamo terrore di ciò che non possiamo controllare, chiusi nella nostra "comoda" dimensione fatta di tempo, spazio, scelte possibili e strade da seguire.. E' ovvio che la società si sia evoluta in questo modo perchè abbiamo bisogno di queste sicurezze per rimanere controllabili. (Non fraintendetemi, non è un discorso complottista, semplicemente degli individui che si associano hanno bisogno di regole, e le regole possono essere seguite solo "inquadrandosi". Gli esseri viventi sono anarchici per definizione, e questo non lo dico io)
Tutto questo ci induce a porci interrogativi sulla morte ai quali non troveremo mai una risposta.. Semplicemente perchè la domanda è sbagliata.
Il tempo non è lineare per l'Universo
Lo spazio non è lineare per l'Universo
Quindi la morte è un punto. Nè di fine nè di inizio.. un punto. (La non linearità delle unità di misura classiche è provata dalla linearissima Scienza..)
Mi piace pensare che vediamo splendere di quasar distanti miliardi di anni luce, i fotoni che ci arrivano hanno la stessa età dell'Universo, eppure li vediamo. Adesso. (passatemi la metafora)
L'approccio scientifico non può nè deve sminuire i picchi dell'animo umano, tuttavia.. Siamo il risultato dell'avverarsi di una probabilità infinitesimale in un insieme infinito di eventi.
Non so bene perchè mi sia venuto in mente questo ragionamento,ma il problema,se si può chiamare tale,è per quelle persone che come me,credono ad una propria religione(si ne ho una),o meglio,ad una visione distorta di quello che ci è stato insegnato nella vita da religioni,scienza e medicina.
In sostanza mi domando:e se dopo la morte,il nostro soffio vitale,non andasse da nessuna parte?
Se questo spirito/essere/io,insomma quello che chiamiamo anima,restasse intrappolato nei meandri del nostro corpo defunto?
E' un punto di vista tremendo,insano ed alienante,anche perchè,se così fosse,non esisterebbe al fine.Saremmo costretti alla follia della solitudine con noi stessi,per l'eternità,senza avere la capacità di interagire neanche con le nostre carni.
Secondo il vostro punto di vista e le vostre credenze,cosa c'è dopo la morte?
Assolutamente niente.
Tessera N°0
Originariamente Scritto da fede1990
Inoltre, Marco mi ha concesso di stare insieme a lui mentre si allenava.. Questo denota la gentilezza di Marco nei nostri confronti!
L'importante è riuscire a vivere una vita serena... che la si raggiunga con un proprio credo ( illusiorio o meno ) o fregandosene altamente va bene lo stesso
Originariamente Scritto da Pesca
lei ti parla però, ti saluta, è gentile, sei tu la merda hunt
Non essendo molto religioso ritengo che se esiste l' anima, per il principio di conservazione dell' energia, "và sicuramente altrove" dopo la nostra morte. Non si può dissolvere nel nulla perchè se esiste è sicuramente misurabile , ha una sua forma, struttura, peso, ecc. ed è dunque ospitata dal nostro corpo ed il candidato più probabile sono le nostre cellule.
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La pragmaticità dei giorni nostri,portata da un'informazione invadente e persistente,ci rende molto difficile un ragionamento non lineare,a meno che non si abbiano credenze religiose molto forti.
Tutto questo,ci porta a dare sempre una spiegazione logica agli eventi,cerchiamo di affrontare con la ragione anche ciò che non è sotto il nostro controllo.
E' vero,l'uomo ha paura di ciò che non conosce e non può controllare ed è questo il motivo per cui analizziamo ciò che ignoriamo.
A livello scientifico,dopo la morte non c'è nulla,ma se mi metto a riflettere e mi concentro su me stesso,non riesco a credere a questa soluzione.
Io,in quanto tale,ho emozioni,emozioni che non sono date da funzioni fisiologiche,ma da sentimenti.
Questi sentimenti dove risiedono?
La mia risposta è:nell'anima.
L'anima è qualcosa di non materiale che risiede in ogni essere vivente,una parte di noi non lineare,impossibile da comprendere con la scienza,ma intuibile con la ragione.
Secondo me,dopo che le funzioni vitali di un corpo cessano di operare,l'anima che vi risiede,da qualche parte deve pur andare.
Certo,per ragion di logica,potrebbe anche essere come ho detto al primo post,ovvero,che non si sposta da dov'è.
In quanto anima e dunque non materiale,non può cessare di esistere e forse,è anche imprescindibile dal nostro corpo terreno.Se così fosse,il corpo defunto,fungerebbe da involucro contenitore di un'anima intrappolata per l'eternità.
Una roba da star male a pensarci.
Originariamente Scritto da Steel77
Alle ore 20.10 io sottoscritto Notaio dò atto della firma del contratto di cui sopra,dando lettura dello stesso alle parti.
Non so bene perchè mi sia venuto in mente questo ragionamento,ma il problema,se si può chiamare tale,è per quelle persone che come me,credono ad una propria religione(si ne ho una),o meglio,ad una visione distorta di quello che ci è stato insegnato nella vita da religioni,scienza e medicina.
In sostanza mi domando:e se dopo la morte,il nostro soffio vitale,non andasse da nessuna parte?
Se questo spirito/essere/io,insomma quello che chiamiamo anima,restasse intrappolato nei meandri del nostro corpo defunto?
E' un punto di vista tremendo,insano ed alienante,anche perchè,se così fosse,non esisterebbe al fine.Saremmo costretti alla follia della solitudine con noi stessi,per l'eternità,senza avere la capacità di interagire neanche con le nostre carni.
Secondo il vostro punto di vista e le vostre credenze,cosa c'è dopo la morte?
Io penso che ci sia un flusso delle anime, classificate per gradi.. ovviamente le anime che occupano i corpi degli esseri umani sono le più privilegiate.
Credo che quando il mio corpo sarà finito in bara ci sia un riciclo della mia personalità, rinascerò magari sotto ad un uomo di diversa etnia magari, però sempre e comunque essere umano.
O può essere anche valida l'alternativa di Dragonball Z, quando uno crepa viene giudicato dall'altissimo insieme a tutti quelli morti nel tuo stesso periodo se hai fatto del bene nella tua vita verrai ricompensato, sennò la tua anima verrà eliminata o costretta ad essere purgata per il resto dell'eternità.
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