sì in italia. non ho fatto nulla perché ero già fuori dal ristorante e andavo di fretta, ma mediamente quando chiedo lo scontrino a roma è una tragedia. in palestra per esempio non c'è proprio possibilità di avere una ricevuta. questo anche in romagna. solo a milano ho notato un'assoluta precisione, ma erano tutti club con giri d'affari piuttosto grossi, mentre altrove ho frequentato solo cose a gestione personale e difficoltosa.
Proposte per combattere l'evasione
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Originariamente Scritto da Sartorio Visualizza MessaggioC'è sempre la scusa: non pago le tasse perché sono troppo alte, peccato che finché uno le evade saranno sempre destinate ad aumentare. Tutti parlano di sistema anglosassone, di liberismo, di flat tax, omettono sempre di dire che gli evasori nel sistema anglosassone ci invecchiano in galera.
Madoff, l'artefice del disastro finanziario americano sta scontando due ergastoli, fine pena mai, il figlio si è impiccato.
Tanzi da noi si dichiara "meravigliato" per 6 mesi di domiciliari.
Originariamente Scritto da ikuape86 Visualizza Messaggiobisognerebbe distinguere tra i grandi evasori e chi lo fa per sopravvivere....i piccoli commercianti e i i piccoli imprenditori sanno di cosa sto parlando.....oltre alle tasse c'è tutto un sistema fatto di buorcrazia e giustizia inesistente che aumenta sia rischi d'impresa che le spese
Questo al netto di un sistema burocratico accettabile. (però quando diventa accettabile? Quando arrivano i benefici per se, ed i tagli per gli altri).
Originariamente Scritto da PrinceRiky Visualizza Messaggiofatemi fare l'avvocato del diavolo. per esempio, se le tasse fossero al 50%, l'imprenditore veneto producesse 1000, pagasse 300 ed evadesse 200; l'imprenditore calabrese producesse 500, pagasse 200, evadesse 50.
siamo ad un gettito di 300, con il 40% di evasione per l'imprenditore veneto
siamo ad un gettito di 200, con il 20% di evasione per l'imprenditore calabrese
l'imprenditore veneto versa il 50% in più di tasse, ma evade il doppio.
cos'è più auspicabile per lo Stato? quale delle due soluzioni è la meno peggio? più gettito con più evasione o meno gettito con meno evasione?
Originariamente Scritto da Sartorio Visualizza MessaggioMa quanti sono gli imprenditori veneti, e quanti sono gli imprenditori calabresi?
Non fraintendermi, io farei volentieri cambio, però hanno un po' rotto il ***** con questo sud fonte di tutti i mali.
Evadiamo di meno non perché siamo più onesti, ma perché non abbiamo un grosso compartimento industriale.
In Italia l'unica differenza che si può fare in termini di evasione fiscale è quella tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, un dipendente di Crotone o di Verona è costretto a pagarle le tasse, un autonomo di Vercelli o di Napoli può trovare innumerevoli scappatoie più o meno legali.
La Germania aveva la Germania Est, messa molto peggio del sud Italia, in termini di risorse e di reddito potenziale, eppure ciò nonostante è diventata la Germania. Nel 2011 se vuoi andare a Matera in treno devi cominciare a scavare per mettere i binari.
Sempre col mito delle "piccole e medie imprese", i padroncini, che badano al loro e che poco possono fare per il resto del Paese.
Vedrei bene un neocolonialismo europeo, il nord in mano a Francia e Germania ed il sud in mano alla Spagna (per dei motivi che ho già spiegato) da soli non abbiamo la capacità di competere sul mercato internazionale.
Nel caso di una risoluzione della crisi internazionale (non so ancora come però), probabilmente assisteremo ad una Germanizzazione dell'Italia.
Originariamente Scritto da PrinceRiky Visualizza Messaggiocapisco il tuo punto di vista, ma il mio interesse era tutt'altro.
è più auspicabile un maggior gettito dalle imprese, ma sopportando una maggiore evasione o un minor gettito ma con maggior legalità?
ve lo chiedo perché non so dare una risposta che mi convinca. anche tralasciando l'aspetto etico in toto, non è poi così scontato che il maggior gettito con maggior evasione sia più auspicabile.
Uno Stato che si vanta di essere nel primo mondo, ha come imperativo categorico la capacità di combattere in modo efficace la corruzione e l'evasione. Altrimenti diventa alla stregua di uno Stato Sud-Americano con iperinflazione, qualche default sparso qua e la, colpi di stato, mazzette e dislivelli sociali.
Da che parte decidiamo di stare?E se la morte che ti e' d'accanto, ti vorrà in cielo dall'infinito, si udrà piu forte, si udrà piu santo, non ho tradito! Per l'onore d'Italia!
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green sarei d'accordo con te se il sistema(nel suo complesso fiscale e burocratico) fosse accettabile...ma il sistema non lo è, penalizza anche i piccoli commercianti-imprenditori capaci...
Vogliamo parlare di quanto costa assumere personale tra assicurazione e varie?o di quanto tempo ci vuole(e quinti passaggi) per avviare una attività?Lo stato mangia praticamente su tutto,non solo grazie alle tasse,che poi infatti non si riescono a pagare perchè lo stato si è preso già praticamente tutto
Parlo sempre dei piccoli medi,non dei grossi che evadono per la ferrari o la villa.
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giusto. la domanda che mi pongo è "potremmo arrivare a concludere che vi sia un'evasione "naturale", fisiologica, come lo è per la disoccupazione?". oppure "vi potrebbero essere tipologie di evasione che sia utile a livello macro tollerare o comunque controllare con un paracadute e non far crollare possibilmente a picco come l'attuale teoria adottata vuole?"
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Originariamente Scritto da ikuape86 Visualizza Messaggiogreen sarei d'accordo con te se il sistema(nel suo complesso fiscale e burocratico) fosse accettabile...ma il sistema non lo è, penalizza anche i piccoli commercianti-imprenditori capaci...
Vogliamo parlare di quanto costa assumere personale tra assicurazione e varie?o di quanto tempo ci vuole(e quinti passaggi) per avviare una attività?Lo stato mangia praticamente su tutto,non solo grazie alle tasse,che poi infatti non si riescono a pagare perchè lo stato si è preso già praticamente tutto
Parlo sempre dei piccoli medi,non dei grossi che evadono per la ferrari o la villa.
Ora, partendo dal presupposto (perchè bisogna dare per forza un taglio con il presente, il sistema cosi com'è gira davvero malissimo) che riforme in questo senso devono essere prese (e su questo potremmo discuterne per mesi, con proposte piu o meno valide), dobbiamo fare i conti con un mondo che va a 3000 all'ora. Non si può sperare di ricevere sgravi, aiuti a pioggia, agevolazioni se il modello d'impresa attuale è obsoleto.
Se abbiamo la ditta del nostro povero nonno, che produceva materiale tessile dal 1931, ora nel 2011 abbiamo due possibilità:
1)puntare sulla qualità, che è ancora quel ramo in cui siamo al top a livello mondiale.
2)cambiare mestiere o creare un modello di business totalmente differente.
Non ci si può lamentare del governo che non ci manda gli aiuti statali (che poi vengono regolarmente sprecati) quando nel mentre, c'è gente che fa lo stesso nostro prodotto ad un costo decisamente minore.
Negli anni '50, sulla imponente crisi economica post-bellica, i giapponesi hanno creato il modello Toyota.E se la morte che ti e' d'accanto, ti vorrà in cielo dall'infinito, si udrà piu forte, si udrà piu santo, non ho tradito! Per l'onore d'Italia!
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articolo del fatto quotidiano:
Durante il fine settimana molti quotidiani italiani hanno parlato di uno studio realizzato, apparentemente, dall’Agenzia delle Entrate nel quale si stima la distribuzione territoriale, provincia per provincia, dell’evasione fiscale e della frode tributaria in Italia. Scrivo “apparentemente” perché, dopo aver vagato sul sito www.agenziaentrate.gov.it senza trovar nulla, mi chiedo come e per chi lavori l’Agenzia. Perché non mettere a diretta disposizione dei cittadini le informazioni statistiche raccolte ed elaborate, specialmente se concernenti argomenti di tale rilevanza?
In ogni caso, in congiunzione con dati Istat e un po’ di buon senso economico, i pochi numeri pubblicati sui quotidiani permettono d’arrivare a conclusioni assai interessanti. Risulteranno scontate agli addetti ai lavori e controverse, forse addirittura incredibili, a quella parte della cittadinanza che, confusa dalla propaganda, vive nella convinzione che A) ad evadere siano solo i “padroni e i ricchi”, B) gli evasori e l’evasione siano concentrati al Nord, specialmente nel Lombardo-Veneto leghista e reazionario e, finalmente, che C) se solo si recuperasse l’evasione fiscale tutto si aggiusterebbe. Tre balle di dimensioni stratosferiche e di enorme rilevanza politica.
Lo studio dell’Agenzia stima l’evasione in percentuale al totale di imposte pagate. A livello nazionale, il tax gap così definito è pari al 38,41 per cento e c’è qui una prima lezione. Fatte 100 le tasse totali pagate in questo momento, se tutti rispettassero per filo e per segno le norme fiscali esistenti e il Pil rimanesse invariato si dovrebbe pagare 138. Poiché oggi la pressione fiscale totale è pari al 43 per cento del Pil e poiché 0,43 per 0,38 e uguale a 0,16, ne consegue che la legislazione fiscale italiana è disegnata per esercitare una pressione di quasi il 60 per cento sul contribuente medio. Se raggiunto, tale numero ci trasformerebbe immediatamente nel Paese con la maggior pressione fiscale al mondo. E massacrerebbe una buona fetta di ciò che resta del nostro sistema economico privato. Quindi, la credenza C) di cui sopra è anche suicida: rebus sic stantibus, se la lotta all’evasione fiscale avesse successo finiremmo per uccidere la mucca che ci mantiene.
Per questa ragione, da un paio di decenni, chiunque guardi al problema “evasione” con l’intenzione di risolverlo (perché fonte di ingiustizie, iniquità e distorsioni) e non di usarlo per un deleterio populismo elettorale, continua a ripetere che occorre contemporaneamente cambiare la legislazione fiscale, alleggerendo il prelievo fiscale complessivo oltre che, in particolare, quello sul lavoro dipendente e altamente qualificato. L’Agenzia classifica le province in otto gruppi: da “ricca” e “grande centro produttivo” sino a “basso tenore di vita” e “pericolosa”. Il tax gap va dal 10,93 per cento medio di Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona, Brescia, al 65,67 per cento medio di Caserta, Salerno, Cosenza, Reggio Calabria, Messina. In generale, l’evasione aumenta drasticamente andando dal Nord al Centro e dal Centro al Sud e alle Isole.
Questo viene regolarmente ignorato perché, ci viene detto, anche se a Milano gli episodi di evasione sono 6 volte meno frequenti che a Cosenza, la differenza di reddito fa sì che l’ammontare evaso sia maggiore a Milano che a Cosenza. Nemmeno questa bizantina osservazione è confermata dai dati: l’ammontare evaso per abitante nelle province “pericolose” è maggiore che in qualsiasi altra zona del paese ed è più di due volte quello evaso nelle province “ricche”. Infatti, l’evasione per abitante è maggiore in quasi tutte le province del Sud e delle Isole che nelle ricche province del Nord. Questi numeri hanno implicazioni drammatiche.
Poiché nelle province meridionali la componente pubblica (che per definizione non evade) costituisce una percentuale che oscilla fra il 35 per cento ed il 50 per cento del Pil totale, mentre in quelle del Nord (eccezion fatta per Aosta) l’analoga percentuale oscilla tra il 20 per cento e il 25, se ne deduce che le differenze nel settore privato sono ancor maggiori di quelle, già enormi, che l’Agenzia rivela. Un calcolo a spanne suggerisce che, di fatto, a Sud di Roma circa due terzi e forse addirittura tre quarti di quanto prodotto dal settore privato venga regolarmente evaso al fisco. Al Nord di Roma la medesima quantità è pari a circa un quarto del valore aggiunto prodotto.
La pressione fiscale effettiva, nelle regioni settentrionali, ha raggiunto livelli da record mondiale. La Danimarca, il Paese Ocse con la pressione fiscale più elevata, è al 48 per cento mentre la Svezia arriva al 46 per cento. In Lombardia e Piemonte la pressione fiscale supera il 50 per cento del Pil della regione, mentre in Veneto ed in Emilia Romagna sta tra il valore svedese e quello danese. Per contro, la pressione fiscale nelle regioni del Sud oscilla tra il 35 per cento e il 38. Le implicazioni politiche di questi fatti sono drammatiche e ovvie.
Eppure a sinistra non solo vengono rimosse ma si insiste, come ha appena fatto la Cgil, a proporre imposte patrimoniali. È una scelta d’una stoltezza inaudita che l’opposizione all’asse Lega-PdL continui a porre l’inasprimento della lotta all’evasione al centro del proprio programma di governo, senza offrire, in cambio, un ribaltamento completo del sistema fiscale e una diminuzione drastica della spesa pubblica e del prelievo su chi lavora e produce nel settore privato. Vanno proprio in tal (stolta) direzione, guarda caso, le dichiarazioni di Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. Gli dei, si sa, amano privare della ragione coloro che vogliono perdere.
di Michele Boldrin, Washington University in St Louis
.pagelink p{ font-weight:bold; } .pagelink p a{ font-weight:normale; }Originariamente Scritto da Marco pli 200 kg di massimale non siano così irraggiungibili in arco di tempo ragionevole per uno mediamente dotato.Originariamente Scritto da master wallaceIO? Mai masturbato.Originariamente Scritto da master wallaceIo sono drogato..
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Originariamente Scritto da germanomosconi Visualizza Messaggioarticolo del fatto quotidiano:
Pensa che dovette rispondere con un nuovo articolo sul blog dove cominciò a blaterare di caste, bar e avvinazzamenti.
Se lo trovo te lo posto.Originariamente Scritto da gorgoneil capitalismo vive delle proprie crisi.
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Eccolo:
Grazie a tutti dei commenti, alcuni veramente utili. Evito di commentare insulti o scempiaggini di anonimi (come quella secondo cui aumentare le tasse aumenta il PIL, o i calcoli pieni di banali errori di un tal “zeppo”, o l’economia del socialismo immaginario mai realizzato di un tal nero). Non amo molto discutere con persone che, …
Leggete anche i commenti che sono ilariousOriginariamente Scritto da gorgoneil capitalismo vive delle proprie crisi.
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