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In guerra ci sono azioni moralmente discutibili, partigiani condannati a morte durante processi lampo perchè "forse" colpevoli di crimini di guerra, civili uccisi dalla sinistra civili uccisi dalla destra, stupri da un lato e campi di concentramento dall'altro, penso che sia futile litigare su chi ne abbia fatte di meno.
hai detto bene.
In guerra.
Queste delle fosse comuni vicino casa mia sono rappresaglie post belliche.
Quindi sembrerebbe una "svolta democratica", ma non capisco perchè dopo 30 anni, comunque se così fosse è un passo avanti, ma più che il proibizionismo sarebbe più logico sensibilizzare le generazioni sugli errori dei totalitarismi europei, da una parte all'altra.
Più che una "svolta" un rafforzamento direi, dato che, appunto, la svolta si è già compiuta dopo la caduta del Muro, vent'anni fa...
Questo vietare il simbolo è un tentativo di cancellare anche la memoria degli anni passati come satellite sovietico, e da qui il dibattito sul far abbattere o meno il Palazzo della Cultura e della Scienza, uno dei simboli di Varsavia, che ha la "colpa" di ricordare l'epoca comunista sotto alla quale fu costruito.
Evidentemente vi è, nella Polonia odierna, la volontà di seppellire il cinquantennio comunista per riappropriarsi della propria storia, dove il comunismo, in effetti, rappresenta un buco nero imposto per conquista ed oppressione, e non certo nato in quel paese dalle profondissime radici cristiane che neppure il comunismo riuscì mai ad estirpare.
Si tratta di un totalitarismo di importazione che nulla a che fare con la storia polacca, ed è per questo che se ne vuole la totale rimozione.
...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Più che una "svolta" un rafforzamento direi, dato che, appunto, la svolta si è già compiuta dopo la caduta del Muro, vent'anni fa...
Questo vietare il simbolo è un tentativo di cancellare anche la memoria degli anni passati come satellite sovietico, e da qui il dibattito sul far abbattere o meno il Palazzo della Cultura e della Scienza, uno dei simboli di Varsavia, che ha la "colpa" di ricordare l'epoca comunista sotto alla quale fu costruito.
Evidentemente vi è, nella Polonia odierna, la volontà di seppellire il cinquantennio comunista per riappropriarsi della propria storia, dove il comunismo, in effetti, rappresenta un buco nero imposto per conquista ed oppressione, e non certo nato in quel paese dalle profondissime radici cristiane che neppure il comunismo riuscì mai ad estirpare.
Si tratta di un totalitarismo di importazione che nulla a che fare con la storia polacca, ed è per questo che se ne vuole la totale rimozione.
Mi risulta difficile poter credere che il popolo polacco voglia distruggere un loro simbolo, il periodo di costruzione fu quello ma collegarlo ad esso non avrebbe senso, non come il muro a Berlino.
Mi risulta difficile poter credere che il popolo polacco voglia distruggere un loro simbolo, il periodo di costruzione fu quello ma collegarlo ad esso non avrebbe senso, non come il muro a Berlino.
Non è "un loro simbolo", è un simbolo Sovietico, dunque alieno, che con la Polonia non ha nulla da spartire.
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Sta a varsavia, è loro. Se il colosseo fosse stato costruito durante il periodo fascista non credo che sarebbe stato abbattuto.
Il fatto che stia a Varsavia non vuol dire nulla, dato che è stato messo lì da dei conquistatori, e sta a rappresentare cinquant'anni di oppressione sovietica, ovvero di regime imposto da un'altra nazione:
Mi sembra naturale che se ne voglia la rimozione, visto che non rappresenta la storia polacca ma un'ideologia imposta coi carri armati da un paese estero.
Differente, diversisissima è la questione del Fascismo, un regime italiano, nato in Italia e che, comunque la si pensi, costituisce venti anni di storia italiana.
L'EUR, il "colosseo" fascista, è prettamente italiano, simbolo di un'epoca storica nata nel nostro ventre, non atterrata da un'altra galassia, ed ecco perchè nessuno si è mai sognato di chiederne la distruzione:
Il Fascismo è "nostro", ci piaccia o no.
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Il fatto che stia a Varsavia non vuol dire nulla, dato che è stato messo lì da dei conquistatori, e sta a rappresentare cinquant'anni di oppressione sovietica, ovvero di regime imposto da un'altra nazione:
Mi sembra naturale che se ne voglia la rimozione, visto che non rappresenta la storia polacca ma un'ideologia imposta coi carri armati da un paese estero.
Differente, diversisissima è la questione del Fascismo, un regime italiano, nato in Italia e che, comunque la si pensi, costituisce venti anni di storia italiana.
L'EUR, il "colosseo" fascista, è prettamente italiano, simbolo di un'epoca storica nata nel nostro ventre, non atterrata da un'altra galassia, ed ecco perchè nessuno si è mai sognato di chiederne la distruzione:
Il Fascismo è "nostro", ci piaccia o no.
Questo è un altro discorso, ma tu chiedevi il "perchè" lo si voglia abbattere, non se sia giusto o meno
Personalmente non sarei per la sua distruzione, in quanto, comunque, occultare la storia fa più male che guardarla in faccia, e non sempre (anzi quasi mai) la possiamo modellare a nostro piacimento, e distruggere i monumenti vuol solo dire scalfire la superficie.
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Questo è un altro discorso, ma tu chiedevi il "perchè" lo si voglia abbattere, non se sia giusto o meno
Personalmente non sarei per la sua distruzione, in quanto, comunque, occultare la storia fa più male che guardarla in faccia, e non sempre (anzi quasi mai) la possiamo modellare a nostro piacimento, e distruggere i monumenti vuol solo dire scalfire la superficie.
Il perchè è comprensibile, vedremo cosa decideranno, per il momento parrebbe solo un idea del capo del governo, personalmente non penso che il modo migliore per cancellare il passato che cancellabile non può essere sia eliminare monumenti, pezzi di storia, di città, di vita, non mi sembra il caso.
Il fatto che stia a Varsavia non vuol dire nulla, dato che è stato messo lì da dei conquistatori, e sta a rappresentare cinquant'anni di oppressione sovietica, ovvero di regime imposto da un'altra nazione:
Mi sembra naturale che se ne voglia la rimozione, visto che non rappresenta la storia polacca ma un'ideologia imposta coi carri armati da un paese estero.
Differente, diversisissima è la questione del Fascismo, un regime italiano, nato in Italia e che, comunque la si pensi, costituisce venti anni di storia italiana.
L'EUR, il "colosseo" fascista, è prettamente italiano, simbolo di un'epoca storica nata nel nostro ventre, non atterrata da un'altra galassia, ed ecco perchè nessuno si è mai sognato di chiederne la distruzione:
Il Fascismo è "nostro", ci piaccia o no.
Anche la Sicilia è ricca di simboli di origine "aliena", e allo stesso modo molte città del nord lo sono.
Sta a varsavia, è loro. Se il colosseo fosse stato costruito durante il periodo fascista non credo che sarebbe stato abbattuto.
Il palazzo della cultura e' stato eretto dall'unione sovietica, non certo dai polacchi stessi.
In ogni caso spero non lo tirino giu, e' l'unica cosa che mi fa orientare quando vado a Varsavia e poi sinceramente illuminato fa pure la sua porca figura.
E poi un monumento, non dovrebbe mai essere abbattuto. MAI!
Non hanno abbattuto la chiesa di san basilio nemmeno i bolscevichi.
E se la morte che ti e' d'accanto, ti vorrà in cielo dall'infinito, si udrà piu forte, si udrà piu santo, non ho tradito! Per l'onore d'Italia!
E difatti leggo nell'articolo che neppure la sinistra si è opposta nel merito.
Trovo strani i tempi però:
A vent'anni dalla caduta del Muro, con la Polonia nella UE, non vedo questo "pericolo rosso", e credo che anche là le nuove generazioni siano in tutt'altre faccende affacendate, che non a coltivare nostalgie sovietiche.
Avrebbe avuto un senso, forse, nell'89, ma ora...
In verità,la Polonia è il Paese ex-URSS ad avere più "riflussi" comunisti.
Da Rose [2006] estratto da Corso di Scienza Politica,Pasquino:
il 23% vorrebbe tornare al governo dei comunisti
il 48% preferirebbe avere un "uomo forte" che decida rapidamente,scavalcando elezioni e parlamento
il 34% approverebbe la chiusura del parlamento e l'abolizione di tutti i partiti politici
dati aggiornati al 2004.
Finchè si parla per sentito dire,a nessuno verrebbe in mente un fenomeno del genere e il conseguente decreto,ma statistiche alla mano non ci si stupisce.
La Polonia è ben lontana da riflussi comunisti, quella volontà di scavalcare i lacciuoli politici nel 2004 si è tragicamente concretizzata, con i fratelli Kazynski (uomini forti indubbiamente ma che col comunismo c'entravano poco):
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