Originariamente Scritto da crostantino
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Critica alle domande di cultura generale..
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In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
ma_75@bodyweb.com
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Originariamente Scritto da Tex88 Visualizza Messaggiono, è che divagando su concetti più o meno astratto si è perso il significato pratico di quel che crostantino sta dicendo.
Cioè che sarebbe più giusto se le domande fossero su cose che dovrebbero necessariamente far parte del bagaglio culturale delle persone che vogliono dimostrarsi meritevoli, piuttosto che "curiosità" che uno più o meno casualmente può conoscere...
Come anche lo sarebbe fare dei test dopo il primo anno di frequenza, sugli argomenti studiati.
La verità è che comunque la componente caso non si può azzerare perchè abbiamo sempre a che fare con uomini. Però prima con tutto quel polpettone ("un Paese come l'italia ecc.ecc.") volevo dire che sarebbe opportuno cercare di ridurre al minimo la componente caso, se si vuole parlare di merito.
Fermo restando che, seppure in misura minore, permarrà il frustrato di turno che non ce l'ha fatta, per una ragione o per un'altra.
A quel frustrato io proporrei quel discorso sul merito (mera consolazione ahimè) che ho cercato di farvi.
Chicca per Manx: direbbe il mio professore di filosofia teoretica: "Del merito non è data una fondazione trascendentale"
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza Messaggio
Col mio discorso non voglio che mi si dica "c'hai ragione" o chissà cosa. Voglio soltanto sottolineare il fatto che la vita delle persone va oltre i meriti e le chiacchere da propaganda.
Io credo che una delle ragioni di tante insoddisfazioni umane sia questo falso mito del merito.
Adesso verrà qualcuno a dirmi che non è vero che in Italia esiste un sacco di gente frustrata e insoddisfatta...
beh, ma un esame non mette mica in discussione il valore della tua vita eh, questo te lo sei inventato tu.B & B with a little weed
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza MessaggioNon mi ero ancora pronunciato sulla "pratica". In verità si potrebbe discutere di quello che proponi. Certamente sarebbe un modo per affidarsi meno al caso e più al merito.
Come anche lo sarebbe fare dei test dopo il primo anno di frequenza, sugli argomenti studiati.
La verità è che comunque la componente caso non si può azzerare perchè abbiamo sempre a che fare con uomini. Però prima con tutto quel polpettone ("un Paese come l'italia ecc.ecc.") volevo dire che sarebbe opportuno cercare di ridurre al minimo la componente caso, se si vuole parlare di merito.
Fermo restando che, seppure in misura minore, permarrà il frustrato di turno che non ce l'ha fatta, per una ragione o per un'altra.
A quel frustrato io proporrei quel discorso sul merito (mera consolazione ahimè) che ho cercato di farvi.
Chicca per Manx: direbbe il mio professore di filosofia teoretica: "Del merito non è data una fondazione trascendentale"
Continui a sviare. Cosa proponi? In concreto.E se la morte che ti e' d'accanto, ti vorrà in cielo dall'infinito, si udrà piu forte, si udrà piu santo, non ho tradito! Per l'onore d'Italia!
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza MessaggioLeggi sopra
Vabbè dà, vi risparmio la noia di andare a rileggere sto benedetto primo post.
La sostanza è che io non voglio rivoluzionare niente. E' solo che tra un pasto e l'altro devo pur impiegare il tempo
Io critico una propaganda strumentale, sia essa fatta da un governo o un preside di liceo o uno studente o un barbone.
Mi sono limitato a rilevare che, con la storiella del merito, questa società genera una miriade di gente frustrata che passa la propria vita a sentirsi inferiore o meno meritevole.
Non si può strutturare una società secondo una scala di merito.
Concedetemi un piccolo poscritto: credo la motivazione per cui mi si contesta questo ragionamento (che a me non pare così scandaloso) sia il fatto che la questione "merito" è ormai bella e archiviata. Il senso comune non concede che la si rimetta in discussione. A questo si aggiunge la tendenza, dilangante nei fora, a ottenere "ragione". Perchè chi ha ragione più merita
Col mio discorso non voglio che mi si dica "c'hai ragione" o chissà cosa. Voglio soltanto sottolineare il fatto che la vita delle persone va oltre i meriti e le chiacchere da propaganda.
Io credo che una delle ragioni di tante insoddisfazioni umane sia questo falso mito del merito.
Adesso verrà qualcuno a dirmi che non è vero che in Italia esiste un sacco di gente frustrata e insoddisfatta...E se la morte che ti e' d'accanto, ti vorrà in cielo dall'infinito, si udrà piu forte, si udrà piu santo, non ho tradito! Per l'onore d'Italia!
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Il nostro Crostantino ci vuol dire che è la società matrigna e guerriera, vampiresca e competitiva ad essere profondamente ingiusta, e che a causa di questo noi con Giagotto abbiamo molto probabilmente perduto un futuro luminare, come tanti e tanti altri, per colpa dell'Occidente sperperone e farsescamente meritocratico, ne perdiamo in Africa, dove il genio langue, nostra maxima culpa.
Cito: "Il fatto è che quello che siamo non è dovuto solo a noi, non è solo nostro merito. Ed è uno dei motivi per cui contesto alla radice la (falsa) "cultura del merito" che i moderni governi ci vanno propinando (beninteso, non che io sia in grado di proporre un'alternativa valida)."
Per cui quello che siamo è dovuto, secondo questo pensiero, dalla fortuna di aver avuto una culla opulenta o meno, delle chance, è tutta qua la differenza nell'uomo, ragione per cui è, cito ancora, "SEMPRE INGIUSTO misurare un uomo, i suoi meriti, le sue scelte."
Non esistono le capre, esistono solo i meno fortunati, e la colpa (e dunque la soluzione) risiede nella società, che si vorrebbe socializzante, egualitaria, che permetta a tutti di partire (e arrivare) allo stesso punto, perchè, in buona sostanza, siamo tutti uguali, il sole dell'avvenire meravigliosamente splende per tutti alla stessa maniera.
Vorrei sommessamente ricordare, però, che è l'uomo a fare la storia, sono gli uomini che hanno portato l'Occidente qui e l'Africa là, e che sovente il frustrato è solo colui che non ha ben delineato il confine del proprio circolo e del proprio valore, visto che questa democrazia fa apparire che tutto sia possibile per tutti, e che tutti siamo uguali, quando non è, semplicemente, così.
Il politicamente corretto, e le menti troppo pensanti, ci hanno corrotto fino al midollo.
Un tempo i termini delle questioni erano chiari, altro che "governi moderni", la lotta era ancora più spietata, ed il metro di paragone non era un test di ingresso, ma l'eterno, ed ecco perchè la truppa sapeva di essere truppa, e Cesare il generale, e perchè Michelangelo poteva affrescate la Sistina, e gli altri qualche cappella di campagna, quando andava bene, e nessuno se ne lamentava, e nessuno ne dava la colpa alla società, che anzi, da questa competizione, se ne arricchiva, perchè solo per i migliori esisteva l'alloro;
Se ne prende atto, ci si toglie il cappello, e si ammira la grandezza dell'uomo, che ci nobilita e ci supera, ma che non è dato a tutti di eguagliare.
E' ingiusto perchè "non è dovuto solo a noi"?
Ci leggo una naturalissima, quanto frustrante, giustificazione, anche poco matura.Last edited by Sean; 10-09-2009, 00:03:48....ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
C. Campo - Moriremo Lontani
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Originariamente Scritto da Sean Visualizza Messaggio
Il nostro Crostantino ci vuol dire che è la società matrigna e guerriera, vampiresca e competitiva ad essere profondamente ingiusta, e che a causa di questo noi con Giagotto abbiamo molto probabilmente perduto un futuro luminare, come tanti e tanti altri, per colpa dell'Occidente sperperone e farsescamente meritocratico, ne perdiamo in Africa, dove il genio langue, nostra maxima culpa.
dopo questo preambolo credevo lo volessi bannareB & B with a little weed
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Originariamente Scritto da ma_75 Visualizza MessaggioPremetto che sono duro di comprendonio, me ne sono fatto da tempo una ragione. Ma non capisco una cosa: se eliminiamo alla radice il merito (perchè mi pare che il problema non sia come misurarlo, ma, piuttosto, che non esista) dobbiamo dedurre che siamo tutti uguali, tutti ugualmente capaci in potenza e che l'affermazione o meno di ciascuno di noi dipenda solo da un destino cinico e baro?
Mi permetto di risponderti con un aforisma che mi capita a tiro, chiaramente non mio:
Sui meriti
Meritata è la cosa ottenuta da un soggetto con le sue sole forze e capacità, senza nemmeno il concorso (favorente) del caso, delle circostanze, della buona sorte: ma, emblematicamente, quanto è del genio la sua genialità? La verità è che non si danno meriti fondatamente - e chiaramente e univocamente - riconoscibili come tali, sì da poterli assumere, magari, come (sicuri) elementi di distinzione/discriminazione, anche e soprattutto valutativa, tra le persone. I meriti, i quali, quando ci sono, così come appaiono, vanno pur riconosciuti, restano, nel fondo, comunque incerti ed erranti (non dicibili, non definibili, non fissabili -> in-reor) - come la verità, ἀλήθεια nel senso di ciò che non è chiuso (da), non è dentro confini, limiti - come i valori.
Chiaramente dovrei trovarmi a padroneggiare un edificio di pensiero molto più ampio di questo discorsetto sul merito per spiegare tutto nei minimi dettagli. Non è né il caso né il luogo. Spero che comunque sia comprensibile ai più.
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il mio piccolo pensiero dell'altra sera osservando il numero d'iscritti ai test dell'università di palermo nelle varie facoltà è stato questo:
penso che questi test siano stati fatti più per provvedere a delle ingenti entrate di liquidi, che per valutare il vero valore del concorrente ai test. In oltre non vi è discussione sul fatto che un neo diplomato contro un diplomato da diversi anni sia più avvantaggiato poichè ha le nozioni richiesta nei test molto più fresche, penso in oltre che viene fatta distinsione di età avvantaggiando di fatti il concorrente più giovane in casi di pari merito. Concludendo penso che queste riforme dell'istruzione servino a ben poco, in particolare a portare soldini e risparmiare a discapito di noi poveri studenti, spingendo i ragazzi che non riescono ad accedere al cdl scelto a pagare fior di euro per iscriversi in università private qualore abbiano un papà disposto economicamente a tale investimento e spingendo il ragazzotto che non ha un sostegno economico a vendersi per i lavori più umili quando magari ha un potenziale da poter esprimere limitato da questi stupidi, inutili test, è solo un mio pensiero, facilmente discutibile.Last edited by leonardoS; 10-09-2009, 00:45:36.
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza MessaggioMi permetto di risponderti con un aforisma che mi capita a tiro, chiaramente non mio:
Sui meriti
Meritata è la cosa ottenuta da un soggetto con le sue sole forze e capacità, senza nemmeno il concorso (favorente) del caso, delle circostanze, della buona sorte: ma, emblematicamente, quanto è del genio la sua genialità? La verità è che non si danno meriti fondatamente - e chiaramente e univocamente - riconoscibili come tali, sì da poterli assumere, magari, come (sicuri) elementi di distinzione/discriminazione, anche e soprattutto valutativa, tra le persone. I meriti, i quali, quando ci sono, così come appaiono, vanno pur riconosciuti, restano, nel fondo, comunque incerti ed erranti (non dicibili, non definibili, non fissabili -> in-reor) - come la verità, ἀλήθεια nel senso di ciò che non è chiuso (da), non è dentro confini, limiti - come i valori.
Chiaramente dovrei trovarmi a padroneggiare un edificio di pensiero molto più ampio di questo discorsetto sul merito per spiegare tutto nei minimi dettagli. Non è né il caso né il luogo. Spero che comunque sia comprensibile ai più.
Sai che se iniziamo a citare aforismi ne troviamo a sostegno di qualunque ipotesi, vero? A noi, però, interessa il pensiero tuo non quello di chi citi.In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
ma_75@bodyweb.com
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Originariamente Scritto da ma_75 Visualizza MessaggioSai che se iniziamo a citare aforismi ne troviamo a sostegno di qualunque ipotesi, vero? A noi, però, interessa il pensiero tuo non quello di chi citi.
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Ragazzi ve l'ho detto, non so fare il multiquote. Riprendo tra virgolette.
"Il nostro Crostantino ci vuol dire che è la società matrigna e guerriera, vampiresca e competitiva ad essere profondamente ingiusta, e che a causa di questo noi con Giagotto abbiamo molto probabilmente perduto un futuro luminare, come tanti e tanti altri, per colpa dell'Occidente sperperone e farsescamente meritocratico, ne perdiamo in Africa, dove il genio langue, nostra maxima culpa." - Non ho mai mosso alcuna accusa di occidentalismo a nessuno. Ma come per Berlusconi, non poteva mancare che saltasse fuori anche l'Occidente.
"Cito: "Il fatto è che quello che siamo non è dovuto solo a noi, non è solo nostro merito. Ed è uno dei motivi per cui contesto alla radice la (falsa) "cultura del merito" che i moderni governi ci vanno propinando (beninteso, non che io sia in grado di proporre un'alternativa valida)."
Per cui quello che siamo è dovuto, secondo questo pensiero, dalla fortuna di aver avuto una culla opulenta o meno, delle chance, è tutta qua la differenza nell'uomo, ragione per cui è, cito ancora, "SEMPRE INGIUSTO misurare un uomo, i suoi meriti, le sue scelte."" - Peccato che qui tu non abbia evidenziato quel "solo" che sostanzia la mia argomentazione riguardo la pseudo-dialettica della vita (pag.12).
"Non esistono le capre, esistono solo i meno fortunati, e la colpa (e dunque la soluzione) risiede nella società, che si vorrebbe socializzante, egualitaria, che permetta a tutti di partire (e arrivare) allo stesso punto, perchè, in buona sostanza, siamo tutti uguali, il sole dell'avvenire meravigliosamente splende per tutti alla stessa maniera." -Non ho parlato di colpe della società, ma di responsabilità di chi fa propaganda con concetti fumosi e che non sa neppure egli stesso padroneggiare. E c'era chi diceva che il materialismo dialettico fosse passato di moda...
"Vorrei sommessamente ricordare, però, che è l'uomo a fare la storia"- Vorrei sommessamente ricordare che ho detto che la vita (storia personale, ergo la storia) è "per metà" caso e "per metà" libertà (false metà, indi la pseudo-dialettica della vita)
"il frustrato è solo colui che non ha ben delineato il confine del proprio circolo e del proprio valore"- Ragionemanto perfetto per una partita a Risiko! (il punto esclamativo fa parte del titolo del gioco, un noto gioco da tavola). Ma che cosa è la vita rispetto a una partita a Risiko! ?
"Un tempo i termini delle questioni erano chiari, altro che "governi moderni", la lotta era ancora più spietata, ed il metro di paragone non era un test di ingresso, ma l'eterno, ed ecco perchè la truppa sapeva di essere truppa, e Cesare il generale"- Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta. (Leonida)
"E' ingiusto perchè "non è dovuto solo a noi"?"- Ingiusto è misurare un uomo, non il merito in sè.
"Ci leggo una naturalissima, quanto frustrante, giustificazione, anche poco matura." -Non privarti della possibilità di formulare un giudizio appropriato. Le etichette, per quanto abitino le menti malate dei cittadini di questa società ( NON ho detto né Occidentale né Berlusconi eh), non possono invalidare un'argomentazione.
ma_75 ho editatoLast edited by crostantino; 10-09-2009, 00:31:01.
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza MessaggioRagazzi ve l'ho detto, non so fare il multiquote. Riprendo tra virgolette.
"Il nostro Crostantino ci vuol dire che è la società matrigna e guerriera, vampiresca e competitiva ad essere profondamente ingiusta, e che a causa di questo noi con Giagotto abbiamo molto probabilmente perduto un futuro luminare, come tanti e tanti altri, per colpa dell'Occidente sperperone e farsescamente meritocratico, ne perdiamo in Africa, dove il genio langue, nostra maxima culpa." - Non ho mai mosso alcuna accusa di occidentalismo a nessuno. Ma come per Berlusconi, non poteva mancare che saltasse fuori anche l'Occidente.
"Cito: "Il fatto è che quello che siamo non è dovuto solo a noi, non è solo nostro merito. Ed è uno dei motivi per cui contesto alla radice la (falsa) "cultura del merito" che i moderni governi ci vanno propinando (beninteso, non che io sia in grado di proporre un'alternativa valida)."
Per cui quello che siamo è dovuto, secondo questo pensiero, dalla fortuna di aver avuto una culla opulenta o meno, delle chance, è tutta qua la differenza nell'uomo, ragione per cui è, cito ancora, "SEMPRE INGIUSTO misurare un uomo, i suoi meriti, le sue scelte."" - Peccato che qui tu non abbia evidenziato quel "solo" che sostanzia la mia argomentazione riguardo la pseudo-dialettica della vita (pag.12).
"Non esistono le capre, esistono solo i meno fortunati, e la colpa (e dunque la soluzione) risiede nella società, che si vorrebbe socializzante, egualitaria, che permetta a tutti di partire (e arrivare) allo stesso punto, perchè, in buona sostanza, siamo tutti uguali, il sole dell'avvenire meravigliosamente splende per tutti alla stessa maniera." -Non ho parlato di colpe della società, ma di responsabilità di chi fa propaganda con concetti fumosi e che non sa neppure egli stesso padroneggiare. E c'era chi diceva che il materialismo dialettico fosse passato di moda...
"Vorrei sommessamente ricordare, però, che è l'uomo a fare la storia"- Vorrei sommessamente ricordare che ho detto che la vita (storia personale, ergo la storia) è "per metà" caso e "per metà" libertà (false metà, indi la pseudo-dialettica della vita)
"il frustrato è solo colui che non ha ben delineato il confine del proprio circolo e del proprio valore"- Ragionemanto perfetto per una partita a Risiko! (il punto esclamativo fa parte del titolo del gioco, un noto gioco da tavola). Ma che cosa è la vita rispetto a una partita a Risiko! ?
"Un tempo i termini delle questioni erano chiari, altro che "governi moderni", la lotta era ancora più spietata, ed il metro di paragone non era un test di ingresso, ma l'eterno, ed ecco perchè la truppa sapeva di essere truppa, e Cesare il generale"- Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta. (Leonida)
"E' ingiusto perchè "non è dovuto solo a noi"?"- Ingiusto è misurare un uomo, non il merito in sè.
"Ci leggo una naturalissima, quanto frustrante, giustificazione, anche poco matura." -Non privarti della possibilità di formulare un giudizio appropriato. Le etichette, per quanto abitino le menti malate dei cittadini di questa società ( NON ho detto né Occidentale né Berlusconi eh), non possono invalidare un'argomentazione.
Crostantino, il post senza il multiquote è praticamente illeggibile.In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
ma_75@bodyweb.com
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Originariamente Scritto da ma_75 Visualizza MessaggioSai che se iniziamo a citare aforismi ne troviamo a sostegno di qualunque ipotesi, vero? A noi, però, interessa il pensiero tuo non quello di chi citi.
Questa contestazione mi sembra simile a quella di quell'automobilista che, sorpreso dall'autovelox a 180 all'ora su una strada provinciale, inizia a sollevare problemi di competenza (autovelox messo dal comune anzichè dalla provincia)
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Originariamente Scritto da crostantino Visualizza MessaggioIl mio pensiero riguardo QUESTO argomento viene espresso abbastanza bene dall'aforisma che ho riportato.
Questa contestazione mi sembra simile a quella di quell'automobilista che, sorpreso dall'autovelox a 180 all'ora su una strada provinciale, inizia a sollevare problemi di competenza (autovelox messo dal comune anzichè dalla provincia)In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
ma_75@bodyweb.com
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