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io non chiedo a te o lucone perchè non sono andati a protestare o se vi riconoscete o meno e in quali partiti di destra. Mi chiedo in generale come mai, partiti e movimenti extraparlamentari, che, se non altro in senso comune, si definiscono destra, non hanno detto NULLA di NULLA sulla venuta di Gheddaffi.. Dimmi adesso, secondo te non avrebbero dovuto dire qualcosa visto che dicono di essere la destra?
Perchè sono asserviti a Berlusconi. Mica è una novità
In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte. ma_75@bodyweb.com
odio Gheddafi e disprezzzo il comportamento servile della nostra politica....
ma questo discorso non lo condivido....
nessuno stato andrebbe invaso e " civilizzato "....
avevo il loro bello scatolone di sabbia ?!
bene doveva restare tale...senza che nessuno lo invadesse e vi costruisse infrastutture.....
e il discorso vale per tutti eh...inglesi francesi , portoghesi...
C'è da dire che nella guerra Italo-Turca gli arabi(inquadrati in mehalla) "locali"(essendo nomadi le virgolette sono d'obbligo), erano posti sotto il comando di ufficiali Turchi....avendo vinto quella guerra e dal momento che i futuri ribelli libici erano truppe dei turchi l'italia aveva tutto il diritto di potestà su quella landa.
Tutto ciò che ami rimane, il resto è scorie. Tutto ciò che ami non ti può essere sottratto. Tutto ciò che ami è la tua stessa eredità..." (Ezra Pound)
onestamente...ammetto la mia ignoranza, non so di cosa tu stia parlando
In pratica la libia era colonia dell'impero ottomano ed i presunti "libici" erano truppe al soldo degli stessi
Tutto ciò che ami rimane, il resto è scorie. Tutto ciò che ami non ti può essere sottratto. Tutto ciò che ami è la tua stessa eredità..." (Ezra Pound)
Gheddafi atteso alla Camera per due ore
Fini annulla l'incontro: «Ingiustificato»
L'ambasciata: «Per la preghiera islamica del venerdì». Nel testo di Fini attacco su diritti umani e Usa
ROMA - L'hanno aspettato per due ore, poi il presidente Gianfranco Fini ha deciso di annullare l'incontro. L'ennesimo ritardo del leader libico Muammar Gheddafi, che nel corso della sua visita in Italia non ha mai rispettato gli orari previsti dai cerimoniali, ha rischiato di creare un incidente diplomatico. Una nota (tardiva) dell'ambasciata libica afferma che Gheddafi era in ritardo «per la preghiera islamica del venerdì». Era atteso a Montecitorio, nella Sala della Lupa alle 16,30. Avrebbe dovuto incontrare il presidente della Camera e poi partecipare a un convegno sui rapporti Italia-Libia con lo stesso Fini, D'Alema e Pisanu. Un appuntamento per cui sono stati mobilitati politici, giornalisti e con il centro di Roma ancora una volta "blindato". Il convegno con D'Alema e Pisanu alla fine si è svolto ma nella tenda del rais a Villa Pamphili «in un clima molto cordiale». «Gheddafi si è scusato per l'accaduto», ha detto Pisanu.
«RITARDO NON GIUSTIFICATO» - «È un ritardo non giustificato - ha detto Fini rivolto ai presenti -. Nel pieno rispetto delle istituzioni considero annullata la manifestazione, assumendomene la responsabilità nel rispetto di quello che ritengo sia il ruolo del Parlamento in una democrazia». La platea applaude a lungo e Fini si sfoga: «Non si fa così». Il presidente della Camera ha deciso da solo di annullare l'incontro e solo in un secondo momento ha informato il presidente Napolitano e Berlusconi della decisione presa «in piena autonomia». Il premier ha «pienamente compreso le ragioni di Fini» secondo fonti di Montecitorio. Il presidente della Camera ha poi parlato con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha definito «giusta» la decisione. Poco prima il ministro, ignaro dell'accaduto, aveva parlato all'assemblea dei giovani industriali di Santa Margherita Ligure esprimendo tristezza per quegli «italiani che non amano l'Italia e che hanno fatto solo critiche e polemiche sulla visita del leader libico».
CASINI: «ROBA DA MATTI» - Infuriato Pier Ferdinando Casini: «Gheddafi in ritardo di due ore? Roba da matti... Se fosse rimasto un minimo di dignità e di decoro delle istituzioni, Fini dovrebbe chiudergli le porte della Camera dei deputati». E così è stato. Anche il Pd plaude alla decisione: «È ineccepibile - ha detto D'Alema uscendo dalla Sala della Lupa -. Sono d'accordo con il presidente Fini, per il decoro delle istituzioni e il rispetto delle personalità invitate la decisione è ineccepibile». Ma poco dopo è lo stesso D'Alema a dare una possibile spiegazione: «Gheddafi ci ha comunicato che si è sentito poco bene. Vado io da lui, passo a salutarlo».
«USA NON SONO TERRORISTI» - Resta il fatto che il discorso preparato da Fini (e non pronunciato) era parecchio critico nei confronti delle dichiarazioni del raìs. «Le democrazia, a partire da quella americana, possono sbagliare, ma certo non possono essere paragonate ai terroristi» si legge in un passaggio del discorso del presidente della Camera.
VERIFICA DIRITTI UMANI - In un altro punto Fini auspica «che una delegazione dei deputati italiani possa recarsi presto in visita a campi libici di raccolta degli immigrati, per verificare il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, sanciti dalle Nazioni Unite e dal Trattato di Bengasi, con particolare riguardo ai richiedenti asilo e ai perseguitati politici».
IL RAìS A VILLA PAMPHILI - «È la terza volta che Gheddafi arriva in ritardo, e qui alla Camera è ancora più grave perché offende le istituzioni. Si sente come a casa sua e non un ospite, tra l'altro non gradito» attacca il senatore di Italia dei valori Stefano Pedica. Pare che il leader libico, una volta rientrato dall'Auditorium dove ha incontrato una rappresentanza di donne, non si sia mai mosso dalla sua tenda a Villa Pamphili, dove ha avuto incontri in forma privata. Nei giorni passati Gheddafi non si è mai presentato in orario agli appuntamenti della sua visita. Mezz'ora di ritardo a Ciampino, mezz'ora al Quirinale per l'incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, un'ora di ritardo a Palazzo Chigi, un'ora e mezza a Villa Madama. Quasi un'ora al Senato, più di un'ora all'università, un'ora in Campidoglio. E oggi quaranta minuti di ritardo all'Auditorium Parco della musica. In due giorni il Colonnello ha accumulato la bellezza di 12 ore di ritardo
TERZA GIORNATA - Nella sua terza giornata a Roma Gheddafi ha incontrato gli imprenditori e una rappresentanza delle donne italiane. In programma in serata una tavola rotonda con Fini e l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parla di «una svolta nei rapporti bilaterali». Il leader degli industriali sottolinea l'importanza della presenza sia delle imprese italiane in Libia, sia della presenza libica in Italia. La Marcegaglia parla poi del «superamento delle condizioni storiche che hanno condizionato il nostro passato». Gheddafi, dal canto suo, assicura che «le imprese italiane avranno la priorità in Libia». L'Italia, aggiunge, «ha un gran bisogno della Libia», per questo finché vigerà l'accordo di amicizia e di collaborazione tra i due paesi, la Libia non fornirà gas e petrolio ad altri «a danno dell'Italia». «Non credo - dice Gheddafi - che l'Italia possa commettere qualcosa che causi un atteggiamento del genere» Poi il leader libico aggiunge che «se in Italia ci fosse la sinistra al governo le fortune delle imprese sarebbero minori. Finché c'è Berlusconi le opportunità saranno maggiori». Infine l'avvertimento: il popolo libico, dice, «ha fatto la rivoluzione contro il colonialismo, ma anche contro la corruzione. Sotto questo aspetto siamo molto sensibili». Quindi, «io vi ho avvertito», le imprese che verranno scoperte «le mandiamo via».
TENDA - Gheddafi si tratterrà nella capitale anche sabato, per alcune visite che riceverà nella tenda beduina piantata a Villa Pamphili. Fonti della delegazione libica a seguito del colonnello, Muammar Gheddafi, hanno confermato al quotidiano panarabo al Sharq al Awsat che il leader di Tripoli ha intenzione di «incontrare la Comunità ebraica di Roma» e che contatti sono in corso per definire l’appuntamento anche se non è chiaro quando possa avvenire. Il foglio arabo edito a Londra che ha interpellato telefonicamente membri della delegazione a Roma riferisce che Gheddafi «discuterà con loro la possibilità di risarcire gli ebrei espulsi dalla Libia» spiegando che tale idea era stata annunciata da Seifualislam, il secondogenito di Gheddafi.
Incredibile.
Ecco cosa significa strigere patti con gente simile, ecco cosa significa dover dipendere da quei paesi, da cui siamo ricattati.
Da quando è a Roma ha non solo offeso il paese che lo ospita, ma si comporta come un padrone coi suoi servi.
Io butterei lui e la sua tenda al Tevere, presso i campi ROM.
...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Fini ha avuto un sussulto di dignità istituzionale.
Per fortuna...In questo caso un plauso gli è dovuto.
C'è da notare poi l'intromissione da autentico sfacciato nei nostri affari interni, neppure fosse il presidente degli Stati Uniti:
Gheddafi, dal canto suo, assicura che «le imprese italiane avranno la priorità in Libia». L'Italia, aggiunge, «ha un gran bisogno della Libia», per questo finché vigerà l'accordo di amicizia e di collaborazione tra i due paesi, la Libia non fornirà gas e petrolio ad altri «a danno dell'Italia». «Non credo - dice Gheddafi - che l'Italia possa commettere qualcosa che causi un atteggiamento del genere» Poi il leader libico aggiunge che «se in Italia ci fosse la sinistra al governo le fortune delle imprese sarebbero minori. Finché c'è Berlusconi le opportunità saranno maggiori»
Ecco, Berlusconi ha dato 5 miliardi alla Libia per farsi fare campagna elettorale da un cammelliere, che per di più non nasconde minacce e ricatti:
Difficilmente si ricorda una cosa del genere.
...ma di noi
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popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Certo che già prima Obama non era tanto entusiasta di Silvio, ora che siamo amici di uno che chiama terroristi gli americani, i rapporti miglioreranno di sicuro
In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte. ma_75@bodyweb.com
Certo che già prima Obama non era tanto entusiasta di Silvio, ora che siamo amici di uno che chiama terroristi gli americani, i rapporti miglioreranno di sicuro
i motivi per cui già Prodi stipulò patti con Gheddafi e per cui B. ha continuato e intensificato i rapporti Italia Libia sono molteplici,l'unico interessante è che la Libia rimaneva l'unica che ci rinfacciava ancora l'esperienza coloniale e rappresentava un ostacolo aggiuntivo alla possibilità di diventare membro permanente del consiglio di sicurezza(posto al quale ambiscono anche Germania e Giappone). L'altro ieri:
(AGI) - Roma, 10 giu - "Per il seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu l'Italia e' piu' meritevole di altri Paesi dell'asse, perche' si libero' dal fascismo prima della fine della guerra. Diro' questo quando avremo la Presidenza dell'Assemblea dell'Onu". Lo afferma il leader libico Muammar Gheddafi. La Libia avra' dal prossimo autunno la presidenza dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. Per questo, quello del seggio permanente al Consiglio di Sicurezza, ha aggiunto Berlusconi, "e' un problema che da tempo e' sul tavolo delle Nazioni Unite, abbiamo insistito perche' una soluzione nuova fosse largamente condivisa e abbiamo chiesto una presenza continuativa del nostro Paese". (AGI)
però io non so quanto possa pagare questa strategia...
"
Voi potete mentire a voi stesso, a quei servi che stanno con voi. Ma scappare, però, non potrete giammai, perché là, vi sta guardando Notre Dame"
i motivi per cui già Prodi stipulò patti con Gheddafi e per cui B. ha continuato e intensificato i rapporti Italia Libia sono molteplici,l'unico interessante è che la Libia rimaneva l'unica che ci rinfacciava ancora l'esperienza coloniale e rappresentava un ostacolo aggiuntivo alla possibilità di diventare membro permanente del consiglio di sicurezza(posto al quale ambiscono anche Germania e Giappone). L'altro ieri:
(AGI) - Roma, 10 giu - "Per il seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu l'Italia e' piu' meritevole di altri Paesi dell'asse, perche' si libero' dal fascismo prima della fine della guerra. Diro' questo quando avremo la Presidenza dell'Assemblea dell'Onu". Lo afferma il leader libico Muammar Gheddafi. La Libia avra' dal prossimo autunno la presidenza dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. Per questo, quello del seggio permanente al Consiglio di Sicurezza, ha aggiunto Berlusconi, "e' un problema che da tempo e' sul tavolo delle Nazioni Unite, abbiamo insistito perche' una soluzione nuova fosse largamente condivisa e abbiamo chiesto una presenza continuativa del nostro Paese". (AGI)
Peccato che Gheddafi conti quanto il due di briscola in sede ONU.
Le decisioni a livello politico le prendono i cinque paesi che siedono permanentemente al consiglio di sicurezza;
Sono loro che decideranno chi farà compagnia al tavolo, e l'Italia, col suo attuale peso piuma in politica estera (la telenovela Obama che chiama o non chiama Berlusconi già dice tutto) non è in pole position, Gheddafi o meno.
...ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Per fortuna...In questo caso un plauso gli è dovuto.
Per quanto io disprezzi Fini, non posso che quotare.
Originariamente Scritto da Sean
Bob è pure un fervente cattolico.
E' solo in virtù di questo suo essere del Cristo che gli perdono quei suoi certi amori per le polveri, il rock, la psicologia, la pornografia e pure per Sion.
Alice - How long is forever? White Rabbit - Sometimes, just one second.
Peccato che Gheddafi conti quanto il due di briscola in sede ONU.
Le decisioni a livello politico le prendono i cinque paesi che siedono permanentemente al consiglio di sicurezza;
Sono loro che decideranno chi farà compagnia al tavolo, e l'Italia, col suo attuale peso piuma in politica estera (la telenovela Obama che chiama o non chiama Berlusconi già dice tutto) non è in pole position, Gheddafi o meno.
L'italia non la vogliono e non la vorranno ancora per molto e forse mai. Finché il peso economico internazionale del bel paese non sarà così forte da meritarsi palesemente il posto, non vi saranno facilitazioni, anzi si farà di tutto perchè l'italia resti fuori.
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