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Quindi a sentire Conti ci dovrebbe essere una canzone via l'altra, con i momenti extra gara ridotti all'osso. Vedremo...
Noa che canta Imagine è di una originalità che ti inorgoglisce di versare il canone per cotante trovate.
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sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta»
Conti dà gli orari: “Non faremo le 2, non ce la farei fisicamente”
Carlo Conti scherza sulla lunghezza delle serate: “Non faremo mai le 2, non ce la faccio fisicamente. Le più lunghe saranno la prima, quella delle cover di venerdì e la finale e arriveremo all’1.30/1.40. In quelle più brevi, chiuderemo all’1.10
vabbè l'1:40 sò le 2.
3 serate su 5 alle 2, sempre effetto corazzata Potemkin è per me
Prove generali con l'orchestra. Ho messo solo i voti altissimi e dei più o meno favoriti (vincerà uno tra Olly e Lauro, così a naso...Giorgia solo se ha azzeccato davvero la canzone, dei giornalisti non mi fido)
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Francesco Gabbani – “Viva la vita”
Dirige l’orchestra il Maestro Fabio Gurian
Francesco Gabbani è in super forma, forse più che mai. La canzone dal vivo con l’orchestra è uno spettacolo e lui interpreta con tutta l’anima. Interessante la seconda strofa diversa dalla prima, oltre che il crescendo tutto d’un fiato sul finale che farà emozionare di serata in serata. Musicalmente parlando è una delle proposte stilisticamente più robuste di questo Festival, con quel retrogusto suonato che esalta e rende riconoscibili i vari elementi messi in campo. Chapeaux. Voto 9
Noemi – “Se t’innamori muori”
Dirige l’orchestra il Maestro Michelangelo
Noemi dal vivo è una garanzia, in più questo pezzo è perfettamente confezionato su misura per lei dal “trio da brividi”, vale a dire Mahmood, Blanco e Michelangelo. “Se t’innamori muori” suona ancora meglio con l’orchestra e cresce ascolto dopo ascolto. Preparatevi ad accendere gli accendini, o le torce del telefonino che dir si voglia. Voto 8
Irama – “Lentamente”
Dirige l’orchestra il Maestro Giulio Nenna
Rispetto alle versione in studio, un po’ troppo nasale, dal vivo Irama canta con una cifra diversa da “Tu no” e più vicina a “Ovunque sarai”, mossa saggia e azzeccata. Una canzone in pieno stile Blanco, ma che Filippo porta nel suo mondo con una cifra ben riconoscibile. Al grido di “Lentamente si sta spegnendo ogni fottuto sentimento”, il pezzo da l’idea di essere un diesel che può ancora crescere di ascolto in ascolto. La sfida di scandire bene le parole sollevata durante le precedenti pagelle, è stata più che superata in questa prova, considerato di un testo evocativo quanto serrato. Voto 8
Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”
Dirige l’orchestra il Maestro Walter Sivilotti.
Fa commuovere Cristicchi, con la stessa semplicità con cui sono solito lavare i piatti o rifare il letto. È emozionato Simone, che porta a Sanremo vita vissuta, in ogni centimetro di testo e in tutte le note che abilmente vengono suonate dall’orchestra. L’arrangiamento essenziale mettere al centro della scena le parole e tutta la loro forza evocativa. Non c’è molto altro da aggiungere, se non un “grazie” a chi ha scelto di riportarlo su questo palco. Se non ti senti toccato e non ti commuovi da “Quando sarai piccola” sei un rettiliano. Punto. Voto 9
Achille Lauro – “Incoscienti giovani”
Dirige l’orchestra il Maestro Davide Rosso
Si presenta elegante come non mai, senza mantello e tutina per intenderci. Ha tutte le carte in regola per vincere Achile Lauro con la sua “Incoscienti giovani”. Lontani i tempi di “Rolls Royce”, “Me ne frego” e “Domenica”, il cantautore mette via lustrini e paillettes per abbracciare l’eleganza, in pieno mood “Amore disperato”. A questo giro sorprende proprio perché non sorprende, lasciandosi a casa i vari “Oh mio Dio” e “Ullallà”. Voto 8.5
Giorgia – “La cura per me”
Dirige l’orchestra il maestro Enzo Campagnoli
Se Sanremo è Sanremo, Giorgia è Giorgia e non si discute. Applausi a scena aperta per lei che, un po’ tesa, interpreta la canzone che ha tutte le carte in regola per vincere, ma lo fa forse un po’ troppo emozionata e leggermente intimorita da questo palco che l’ha vista trionfare trenta anni fa. Dovrebbe lasciarsi andare un po’ come fece Mengoni due anni fa, di serata in serata, per poter arrivare al cuore di tutti e non risultare troppo “perfettina”, più pancia e meno tecnica per intenderci, tecnica che spesso può sembrare una sorta di freno a mano tirato. I presupposti per giocarcela fino in fondo ci sono tutti, ma proprio tutti. Insomma, Giorgia ha fatto la storia e vuole riprovarci ancora. Voto 9
Olly – “Balorda nostalgia”
Dirige l’orchestra il Maestro Giovanni Pallotti
Guadagna punti Olly con la sua performance dal vivo, l’artista torna a Sanremo due anni dopo il debutto con una ballatona un po’ alla Vasco, che possiede quel guizzo mai troppo generazionale, ma il suo senso si estende e diventa quasi universale, pur attingendo dalle esperienze tipiche di una giovane età. “Balorda nostalgia” ci guadagna anche con l’orchestra, Federico la interpreta da paura e si mangia il palco. Voto 8.5
Il dado è tratto: a poche ore dalla partenza di Sanremo 2025 arrivano le pagelle delle canzoni dopo le prove generali al Teatro Ariston.
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Francesco Gabbani – Viva la vita (7)
Mai sottovalutare Francesco Gabbani. La vera scheggia impazzita del Festival è lui e potrebbe con gamba tesa entrare nella Top 5. Piacerà alle signore a casa. Intenso anche grazie alle sue capacità interpretative. Applausi durane le prove generali.
Achille Lauro – Incoscienti giovani (Voto 9)
L’Achille più minimal mai visto per uno dei più bei brani del Festival. Farà bene.
Giorgia – La cura per me (voto 10)
La magia si è sprigionata sul palco. Prova impeccabile. Il pezzo c’è e lei pure.
Simone Cristicchi – Quando sarai piccola (Voto 8)
La canzone è delicata, parla di genitori e della difficoltà di essere figli nei momenti più difficili. In prova non è stato tecnicamente perfetto, la sua carica teatrale fa volare il brano. Sicuro premio della critica.
Olly – Balorda nostalgia (Voto 9)
Che ci sia una crescita è innegabile. Che ci sia la canzone pure. Olly porta sul palco la freschezza e l’irruenza dei suoi 23 anni. Applausi convinti anche in prova.
Che ci sia una crescita è innegabile. Che ci sia la canzone pure. Olly porta sul palco la freschezza…
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«nessun vincolo univa questi morti
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La città è pronta, già domenica hanno sparato dei bei fuochi d'artificio accompagnati da musica. In certi orari le strade sono intasate e sta sera non ho trovato posteggi vicino alla palestra e ho dovuto rimandare. Peccato diano pioggia per i prossimi giorni, settimana scorsa ha fatto spesso bello. Ieri si stava decentemente anche in spiaggia
"Pensare alla morte, pregare. C'è pure chi ha ancora questo bisogno, e se ne fanno voce le campane.
Io non l'ho più questo bisogno, perché muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi:
vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori". (L. Pirandello)
Giorgia: «Dicono che devo vincere? Una pressione che non merito. Un brutto ricordo? La delusione degli altri quando arrivai settima nel 1994»
La cantante: «Faccio gli scongiuri. Con Baudo i primi Festival, mi faceva paura. Tanti scontri, ora l’affetto è potente»
Tutti lì a dire quanto è brava Giorgia. Che bella voce che ha Giorgia. Quest’anno vince Giorgia. «Non è giusto, è una pressione che non merito. Sono trent’anni che mi faccio il mazzo... adesso possiamo anche dire “vediamo come è vestita”, no?». Giorgia scherza. Fino a un certo punto. Arriva qui per la quinta volta in gara (più il debutto nelle Nuove proposte) con «La cura per me» e alla prova generale di ieri ha incantato con precisione e semplicità.
Tutti si aspettano la grande prova vocale...
«Non mi stimola, non mi dà la carica. Mi piace invece sentire la responsabilità dell’affetto del pubblico: è un legame che non ha prezzo. Però questa cosa del fare l’esame bene non mi piace: la musica deve essere emozione. Anche una nota imprecisa ti può emozionare».
Chieda l’autotune, l’effetto usato dai trapper che intona la voce...
«L’ho chiesto… dice che dopo una certa età non te lo danno…».
La danno per vincente...
«Faccio le corna, tocco pugnali dorati tibetani... fondamentalmente vorrei non cascare dalle scale…»
Scherzi a parte... Si ricorda quando il legame col pubblico non c’era ancora ma lei era già qui?
«Il Sanremo Giovani 93 inventato da Baudo che ti qualificava per le Nuove proposte. Ne uscii benissimo con “Nasceremo”, ma al Festival arrivai settima con “E poi”. Vidi la tragedia sulle facce dei miei discografici e produttori… Sembrava tutto perduto».
E invece?
«Nel 1995 ci fu una specie di ripescaggio. Nessuno pensava a me… Arrivo con “Come saprei” scritta da Eros e vinco. Morandi, che era in gara, mi rimprovera ancora (e imita la voce ndr): “Sei arrivata dal nulla e sei scappata via”. E anche con Fiorello, c’era anche lui, ci ridiamo sopra»
La sensazione del premio in mano?
«Ce l’ho nitida: fu emozionante, ma non me la sono goduta. C’era inconsapevolezza, come quella di quando diventi genitore, ci metti un po’ a capire quello che è successo».
Quando lo capì?
«Qualche settimana dopo, in via del Corso: esco, con lo stesso completino della vittoria, e scatta l’assedio della gente. Un’amica mi ha infilato su un taxi al volo. Ho capito che qualcosa era cambiato anche se poi ho sempre cercato di vivere il successo con fatalità: oggi c’è domani chissà. Questo viene dall’aver visto mio papà passare dal successo al niente».
Nel 1996 ancora sul podio con «Strano il mio destino». L’anno delle polemiche per la vittoria di Ron...
«Finimmo tutti a testimoniare in Procura, ma non uscì nulla. Che esagerazione! Si trattava di canzoni. E comunque Baudo era persona onesta e integra».
Pippo faceva sentire il suo peso: le cambiò «E poi»...
«Quando gliela portammo ci rimandò a casa a riscrivere l’inciso. L’originale era una cosa alla Police, senza l’esplosione che lui cercava. Ci diede 8 ore: le iscrizioni stavano per chiudere».
Giorgia l’ho inventata io...
«Sento il suo contributo nel mio percorso. Mi faceva paura, gli ho dato del lei a lungo, poi è nato un rapporto vero, fatto anche di scontri, ma l’affetto è potente».
Un ricordo brutto?
«La delusione, soprattutto quella degli altri, del 1994. Sono quei momenti che capitano e ti servono per ripartire».
CorSera
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Kekko (...) dei Modà si è cascato nelle scale dell'Ariston, quelle che portano ai camerini, è successo ieri. Si sarebbe fatto abbastanza male...per cui c'è chi dice che "non ce la fa a stare nè seduto e nè in piedi" e altri che però pensano che dovrebbe farcela per stasera...altrimenti vedremo come risolveranno per la canzone, forse manderanno al suo posto un video delle prove, non si sa.
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Probabilmente sarà migliore di una decina di canzoni di stasera
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Ho letto il testo di Cristicchi, forse ne avete già parlato. Spero che la canzone sia valida anche dal punto di vista musicale
E' stato giudicato uno dei testi migliori, ha in pratica già in mano il premio della critica. Musicalmente dovrebbe esserci un accompagnamento "minimal" per due terzi del brano per poi "esplodere" nel finale.
Spero anche Giorgia non ci sia solo la voce ma anche la canzone...perchè che è brava lo sanno tutti, ma qui serve pure la canzone.
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